La Procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato nell’ambito di un’indagine sul traffico di droghe sintetiche (anche Gbl, nota come la droga dello stupro) acquistate sul dark web e all’estero. Il processo si aprirà il 12 aprile prossimo davanti alla settima sezione penale del tribunale di Roma. A giudizio oltre 30 persone arrestate lo scorso 27 ottobre, tra le quali Claudia Rivelli, 71 anni, attrice di fotoromanzi negli anni ‘70 e sorella di Ornella Muti.
Risultano essere indagati anche quattro napoletani, di cui tre M.R., U.R. e G.Q., ritenuti componenti del cosiddetto sodalizio napoletano, quello che aveva fornito la droga ai romani. Sono accusati di traffico e spaccio di stupefacenti. Due dei tre, entrambi fratelli residenti a Napoli, sono difesi dall’avvocato Ferdinando Savino. Uno dei fratelli ha ottenuto l’attenuazione della misura cautelare: dagli arresti domiciliari al divieto di dimora; l’altro fratello è invece ancora ai domiciliari, così come il terzo coinvolto nella vicenda.
I due fratelli sono incensurati. Il 12 aprile si terrà l’udienza davanti al gup di Roma e in quell’occasione gli indagati potranno eventualmente richiedere il giudizio abbreviato.
Quello che si aprirà a Roma è il primo, grande processo italiano sulla cosiddetta droga dello stupro, che gli indagati si procuravano mediante l’acquisto del Gbl, non illegale, poi mischiato con altre sostante che lo rendono uno stupefacente a tutti gli effetti.
Il pm Giulia Guccione ha ricostruito le modalità di acquisto e spaccio. L’inchiesta è scaturita da una lunga indagine eseguita dalle forze dell’ordine su alcuni locali romani, tra quelli più in voga negli ambienti della comunità Lgbt.
























