La giunta guidata da Roberto Fico parte con una scelta che solleva interrogativi pesanti: oltre 8,3 milioni di euro destinati a 1.128 disoccupati, mentre sulla gestione della misura emergono divisioni persino all’interno della maggioranza.
Il dato politico più clamoroso è il ritiro dell’assenso dell’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola, che aveva chiesto modifiche sulle modalità di selezione e di svolgimento dei tirocini. Modifiche che, secondo quanto emerge, non sono state recepite. Il risultato è una delibera che non arriva all’unanimità e una giunta che, a pochi mesi dall’insediamento, mostra già le prime crepe.
Ma il problema è soprattutto un altro: perché la Regione Fico decide di rimettere in campo oltre 8 milioni di euro su una misura che arriva dopo la sospensione e la revoca del precedente finanziamento ministeriale?
La Regione sostiene che si tratti di un intervento completamente nuovo, autonomo e senza alcun subentro nella precedente gestione. Una precisazione necessaria, ma che non cancella le domande politiche. Se il precedente progetto è stato fermato per irregolarità contestate e sono state sollevate anomalie sulla gestione degli atti e dei dati, prima di impegnare altre risorse pubbliche sarebbe stato quantomeno doveroso fare piena chiarezza.
E invece si riparte.
Ancora più discutibile appare la scelta del click day, un meccanismo che rischia di trasformare una misura destinata a persone in difficoltà in una corsa alla velocità della connessione Internet, invece di privilegiare criteri trasparenti e realmente legati al bisogno e alle prospettive occupazionali.
Fico dovrebbe spiegare ai cittadini campani quale sia la logica di questa scelta, quali garanzie concrete siano state introdotte e perché non siano state accolte le osservazioni dell’assessore Bonavitacola.
Non basta dire che la misura è nuova. Non basta assicurare che ci saranno controlli. Quando si utilizzano milioni di euro di risorse pubbliche, soprattutto dopo le contestazioni che hanno accompagnato il precedente progetto, servono trasparenza, criteri incontestabili e soprattutto risultati.
Perché il rischio è che gli 8 milioni di Fico diventino l’ennesimo grande stanziamento senza una vera strategia per creare lavoro.
I disoccupati campani non hanno bisogno di essere utilizzati come destinatari di misure emergenziali o di essere illusi da nuovi percorsi temporanei. Hanno bisogno di lavoro vero, formazione utile e opportunità che producano occupazione stabile.
Ed è proprio su questo che la nuova giunta regionale deve essere giudicata.
**Fico non può limitarsi a difendere una delibera: deve spiegare perché questa misura sia davvero la scelta migliore per i disoccupati e perché, dopo le ombre sul precedente progetto, la Regione abbia deciso di investire nuovamente milioni di euro proprio su questo terreno
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