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Marano è oggi ridotta a un’ombra di sé stessa, vittima di una gestione politica avventurosa e miope “sia di maggioranza che di minoranza” che, nel corso degli anni, ne ha vilipeso l’identità e offeso la comunità. Eppure, nel cuore della città permane una speranza concreta di rinascita, alimentata da un gruppo di cittadini determinati che, guidati da chi con profonda conoscenza del territorio e delle sue complesse dinamiche socio-politiche, stanno organizzando il riscatto di Marano. L’obiettivo è restituire dignità a ogni singolo abitante, ponendo al centro dell’azione politica la persona, i suoi bisogni reali e la sua vivibilità, valorizzando l’unicità di ogni individuo all’interno del collettivo.
Il percorso tracciato da questo gruppo di “volenterosi” ricalca, nelle linee essenziali, il programma presentato tre anni fa durante la mia candidatura alla carica di Sindaco. La proposta si fondava su due pilastri irrinunciabili: il divieto assoluto di consumo di suolo e la riqualificazione del centro storico, interventi strategici in grado di garantire decenni di lavoro stabile nel settore edilizio. Parallelamente, era prevista un’innovazione nella politica del terziario, volta a sostenere l’apertura delle attività commerciali, oggi costrette a chiudere le saracinesche dalla mancanza di una vera strategia di sviluppo. A tal fine, si proponeva un sostegno economico sui tributi diretti dei commercianti, con percorsi di pagamento flessibili e commisurati alla effettiva capacità contributiva, oltre a una rimodulazione della macchina comunale, da tempo stagnante e imprigionata in compartimenti stagni e inamovibili.
Questi principi sono stati ripresi e attualizzati da chi, con sapiente capacità e competenze acquisite nel tempo, ha osservato, narrato e vissuto la complessa realtà maranese. Oggi, il gruppo guida da un timoniere che unisce umiltà e conoscenza approfondita del territorio alle competenze tecniche maturate attraverso l’analisi critica delle problematiche locali. Una figura che non ha mai subito passivamente gli eventi, ma ha reagito con vivacità intellettuale, denunciando le criticità agli organi competenti e mantenendo alta la consapevolezza collettiva.
Da questa solida premessa nasce la certezza che Marano possa trovare il suo riscatto, ma solo attraverso la condivisione attiva di ogni cittadino che abbia a cuore le sorti della propria città. Non è più il momento di delegare ad altri la responsabilità del cambiamento; è necessario un impegno diretto. Diventa fondamentale trasformarsi in un “volenteroso” per il riscatto di Marano, opponendosi con forza alla mala politica che negli anni ha eroso dignità, umanità e onorabilità di ogni singolo cittadino.
Michele izzo

























