MARANO. È tornata ad accendersi a Marano la discussione sul PUC e, questa volta, a essere in subbuglio sono soprattutto i tecnici che quotidianamente si confrontano con le norme urbanistiche comunali e che vorrebbero confrontarsi con la triade commissariale.
Secondo quanto riferito da diversi professionisti, tra geometri e architetti, nel corso della giornata odierna alcuni di loro avrebbero ricevuto da un funzionario comunale un’indicazione destinata a riaprire una questione già sollevata nei mesi scorsi da Terranostranews e poi ripresa dalla pagina social anonima affine alla vecchia giunta: quella relativa alla durata delle norme di salvaguardia del Piano urbanistico comunale.
Il punto, estremamente tecnico ma dalle possibili conseguenze concrete, riguarda l’interpretazione delle disposizioni applicabili dopo la pubblicazione del PUC sul Burc. Secondo la ricostruzione riferita dai professionisti, all’interno degli uffici comunali sarebbe stata prospettata la tesi secondo cui le norme di salvaguardia avrebbero una durata di tre anni e non di un anno.
Il nodo riguarda infatti il rapporto tra la normativa nazionale e quella regionale. La disciplina nazionale fissa in tre anni il periodo di efficacia delle misure di salvaguardia. Diversa invece la previsione contenuta nella normativa regionale campana, che collega la durata delle salvaguardie ai dodici mesi successivi alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Campania.
Una materia complessa, sulla quale è necessario evitare semplificazioni e soprattutto distinguere le interpretazioni dalla posizione ufficiale dell’ente. Ed è proprio per questo che, allo stato, si attende un chiarimento della Commissione straordinaria.
Non eravamo presenti al momento in cui sarebbe stata fornita l’indicazione ai professionisti e, pertanto, non possiamo che riportare quanto riferito dagli stessi tecnici, attendendo che sul punto arrivino indicazioni ufficiali, chiare e possibilmente messe nero su bianco.
La questione sta comunque creando forte agitazione tra i professionisti maranesi. Il problema non è soltanto teorico: dall’interpretazione adottata sul periodo di validità delle norme di salvaguardia possono infatti dipendere le valutazioni e le pratiche urbanistiche sulle quali geometri e architetti sono chiamati quotidianamente a lavorare.
A rendere ancora più teso il clima c’è anche un’altra circostanza riferita da un tecnico. Secondo il suo racconto, dagli uffici sarebbe stato indicato ai professionisti che non condividono questa interpretazione di poter eventualmente ricorrere al Tar.
Anche su questo punto, però, è indispensabile attendere conferme ufficiali e non trasformare un’indicazione riferita da un professionista o più di loro in una posizione formale dell’amministrazione.
Se l’indicazione dei tre anni, come lasso di tempo di riferimento per le norme di salvaguardia, dovesse essere confermata si potrebbero arrestare (e sgamare) tutte le speculazioni di questi giorni, tese a mettere fretta ai commissari affinché approvino un Puc attualmente al vaglio dei carabinieri e della Dda di Napoli.
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