Pena ridotta dall’ergastolo a 30 anni di reclusione, in appello, per i componenti il commando ritenuto responsabile dell’omicidio di Luigi Mignano e del tentato omicidio del figlio, Pasquale Mignano, maturato il 9 aprile 2019 davanti a un istituto scolastico per l’infanzia del quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.
Mignano fu vittima di uno scontro armato tra il clan Mazzarella-D’Amico e i rivali del Rinaldi: la vittima era il cognato del ras, detenuto, Ciro Rinaldi, detto “Mauè”.
La sentenza è stata emessa dalla terza sezione penale della Corte di assise di appello di Napoli e riguarda Pasquale Ariosto (difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Mauro Zollo), Ciro Rosario Terracciano (difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Valerio Vianello), Umberto Luongo (difeso dagli avvocati Alessandro Pignataro e Valerio Spigarelli) e Giovanni Salomone (difeso dall’avvocato Saverio Senese).
Mignano venne assassinato mentre, in auto, stava accompagnando a scuola il nipotino di tre anni e, secondo gli inquirenti, i killer spararono malgrado sapessero che nella vettura c’era il pure il bimbo: la foto dello zainetto del piccolo, vicino al corpo dell’uomo, divenne virale.
La Procura generale aveva chiesto la conferma dell’ergastolo, la condanna in primo grado venne emessa dal Gup l’8 settembre 2020.
La sentenza di oggi giunge dopo due annullamenti con rinvio dell’ergastolo rispettivamente della prima e della quinta sezione della Suprema Corte.
C’è ora attesa per la mossa della Procura Generale di Napoli che può ancora presentare un ricorso in Cassazione.

























