“Bastardi cristiani”, la mail choc dell’attentatore di Modena: Piantedosi rompe il silenzio

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Emergono dettagli inquietanti sull’uomo accusato dell’attacco avvenuto a Modena, dove un’auto lanciata contro i passanti e un’aggressione con coltello hanno riportato l’attenzione sul rischio dei cosiddetti “lupi solitari”.

A parlare è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto dopo il vertice in prefettura convocato all’indomani dei fatti. Il titolare del Viminale ha tracciato un primo identikit dell’aggressore, Salim, giovane italiano nato a Bergamo da genitori marocchini, laureato e con problemi psichiatrici già diagnosticati.

Ma il particolare che più colpisce riguarda una mail inviata tempo fa all’università frequentata dal giovane. Secondo quanto riferito dal ministro, nel messaggio sarebbero comparse espressioni violente contro i cristiani, con riferimenti offensivi e blasfemi poi seguiti da scuse.

«Ha proferito frasi contro i bastardi cristiani e altre espressioni blasfeme», ha spiegato Piantedosi, sottolineando però che allo stato attuale delle indagini non emergerebbero collegamenti diretti con reti terroristiche islamiste organizzate.

Il ministro invita comunque a non minimizzare quanto accaduto: «Non possiamo liquidare tutto come il gesto di un folle isolato. È stata un’aggressione deliberata contro civili inermi».

Secondo il Viminale, il caso potrebbe rientrare nello scenario sempre più complesso dei “lupi solitari”, soggetti che agiscono senza una struttura alle spalle ma che possono maturare odio e radicalizzazione in modo autonomo, spesso alimentati da contenuti online, disagio sociale o fragilità personali.

Piantedosi ha parlato anche del rischio di sottovalutare i segnali: «Se dovesse emergere una matrice radicale, bisognerebbe capire come sia sfuggita ai controlli. Se invece si trattasse di una deriva psichiatrica o emulativa, il problema resterebbe comunque gravissimo».

Il ministro ha poi ribadito la necessità di rafforzare prevenzione e sicurezza, ricordando i recenti interventi normativi del governo sui soggetti considerati socialmente pericolosi.

Nel frattempo proseguono le indagini della Procura e delle forze dell’ordine per chiarire il movente definitivo dell’attacco e verificare eventuali contatti, frequentazioni o percorsi di radicalizzazione finora rimasti nascosti.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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