Punti di vista. “Caso Minetti, gli errori del Quirinale”

0
Condividi
499 Visite

Il Quirinale non può chiamarsi fuori dal “caso” Minetti (che è ancora tutto da verificare) Se è vero che il compito di istruire le pratiche di grazia spetta ai magistrati e al ministero della Giustizia, è altrettanto vero che dal 2006 la presidenza della Repubblica si è dotata di un ufficio “Comparto grazie”, incaricato di studiare le pratiche di grazie. In altre parole, il capo dello stato non è un passacarte delle proposte avanzate dal Guardasigilli, tant’è che in passato, proprio sulla base dello studio dei dossier trasmessi da Via Arenula, non ha accolto alcune proposte di grazia. A ricordare il ruolo centrale svolto dal Quirinale nelle procedure di grazia è stato proprio il magistrato che dal 2006 è responsabile dell’ufficio “Comparto grazie”, Enrico Gallucci. In un capitolo scritto per un libro pubblicato nel 2018. Gallucci spiega che “l’esercizio del potere di grazia ha subito un significativo mutamento per effetto della sentenza n. 200/2006” della Corte costituzionale, che “ha affermato che la titolarità sostanziale del potere di grazia compete al presidente della Repubblica”. In questo quadro, ferma la competenza del ministro della Giustizia in merito allo svolgimento dell’attività istruttoria, “l’affermazione circa la titolarità presidenziale del potere sostanziale di concedere la clemenza individuale ha spostato il baricentro decisionale sulla presidenza della Repubblica, imponendo all’ufficio di supporto al capo dello stato l’esame e la valutazione di tutte le pratiche di grazia”. Non a caso, ricorda il magistrato, negli anni successivi alla sentenza della Consulta si sono registrati casi in cui il capo dello stato (Giorgio Napolitano e poi Sergio Mattarella) “ha ritenuto di non adottare un provvedimento di grazia”, nonostante l’avviso favorevole del Guardasigilli. Questo per motivi sia “di natura tecnica o procedurale”, sia per un “dissenso di merito”. Insomma, sostenere che il presidente della Repubblica sia un semplice “passacarte” delle proposte di grazia avanzate dal ministro della Giustizia è sbagliato. Di fronte a una richiesta di grazia riguardante una personalità particolarmente nota ed esposta come Nicole Minetti, anche il Quirinale avrebbe potuto svolgere ulteriori accertamenti o chiederne altri al ministero, qualora lo avesse ritenuto necessario.

Ermes Antonucci

  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti