Notte di piombo a Marano: commando composto da 4 uomini spara a Perrotta. Era con moglie e figlio piccolo. Caccia agli aggressori senza vol

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Carabinieri gazzella di pattuglia.
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Erano almeno in quattro. Lo hanno avvicinato in strada, nel buio della notte, con passo deciso e senza esitazioni. Poi gli spari, improvvisi, secchi, che hanno squarciato il silenzio di via Castel Belvedere. Un’azione rapida, quasi militare, e subito dopo la fuga, dileguati nell’ombra prima ancora che qualcuno potesse reagire.

Antonio Luigi Perrotta, 43 anni, ha raccontato ai carabinieri di non aver riconosciuto i suoi aggressori. Un dettaglio che infittisce il mistero attorno all’agguato e che rende ancora più difficile dare un volto e un movente a chi ha premuto il grilletto.

Colpito da quattro proiettili – alle gambe e a un gluteo – Perrotta era a piedi, accanto alla moglie e al figlio piccolo, quando è stato raggiunto dai sicari. Attimi di panico, poi la corsa disperata dei soccorsi. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Giugliano in Campania, è ora ricoverato: le sue condizioni non sarebbero gravi, ma la violenza dell’azione lascia pochi dubbi sulla determinazione di chi ha organizzato l’agguato.

La vicenda si intreccia con un passato familiare complesso. Perrotta è infatti il nipote di Massimo Perrotta, il 51enne morto suicida lo scorso settembre nella sua abitazione, noto anche per essere tra i titolari del Moulin Rouge, storica pasticceria del centro di Marano.

Intanto le indagini proseguono senza sosta. I carabinieri di Marano stanno lavorando per ricostruire con precisione ogni dettaglio: dalla dinamica dell’attacco al percorso di fuga degli aggressori, passando per eventuali immagini di telecamere e testimonianze raccolte nella zona. L’obiettivo è chiaro: dare un nome e un volto a chi ha trasformato una strada di periferia nel teatro di un agguato tanto violento quanto enigmatico.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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