Dopo otto mesi, il prefetto Vincenzo Cardellicchio ha rilasciato un’intervista ai giornali che fanno politica attiva sul territorio o che hanno sostenuto la giunta sciolta di recente per camorra. E lo ha fatto, forse, per spirito umanitario, umana pietà verso i più “sfortunati”, nonché per la sua naturale propensione al dialogo, con tutti, anche con chi ancora oggi auspica il ritorno del vecchio esecutivo o che è già in campagna elettorale per la solita nota della città.
Nel recente passato, con Terranostranews, gli interventi erano stati numerosi — almeno sei o sette — e soprattutto lunghi, approfonditi, ricchi di contenuti. Nessuna ritrosia, dunque, nel confrontarsi anche in maniera articolata su questioni delicate.
Oggi invece il ritorno sulla scena mediatica con risposte a domande (non poteva fare altro) che hanno interessato temi già noti: loculi quasi in dirittura d’arrivo, stadio ancora lontano da una svolta, beni confiscati e bilancio su cui si annuncia un cambio di passo. Tutto già detto, insomma, a Terranostranews.
Ma il nodo vero resta un altro. Ed è il PUC, il Piano Urbanistico Comunale adottato in giunta, un anno fa circa, dalla compagine sciolta.
Un tema citato, sì, ma che nelle interviste rischia di essere trattato come uno dei tanti dossier amministrativi. Quando invece la realtà è ben più complessa. I faldoni del PUC, infatti, sono stati acquisiti mesi fa dai carabinieri subito dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche e, ancora oggi, sono al vaglio dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. La DDA continua a lavorare su quegli atti, segno evidente che le verifiche sono tutt’altro che concluse.
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