A 24 ore dall’aggressione di Chiara Mocchi, l’insegnante di francese accoltellata a scuola da uno studente di 13 anni, i ragazzi dell’istituto ‘Leonardo da Vinci’ di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, stamani alle 8 sono tornati sui banchi. L’aggressione è avvenuta nel corridoio del primo piano della scuola media. Lo studente ha ripreso la sua aggressione con uno smartphone e ha diffuso il video in diretta social. Il filmato tuttora sarebbe reperibile in Rete.
Il manifesto del 13enne: ucciderò la prof di francese
In queste ore la Presse ha anticipato il contenuto da un testo scritto dal giovane prima di colpire. “Sono giunto alla conclusione – si legge nel manifesto del 13enne – che non posso più vivere una vita così.Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, ne sono stanco, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me anche quando ero chiaramente la vittima”.
“Quando sono stato preso a pugni da un ragazzino magrolino non ho reagito, gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti, ed erano due, ho dovuto andare da loro e raccontare cosa era successo, e questo evidenzia quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l’audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla, è rimasta impunita per una cosa così grave”, ha scritto il giorno prima dell’aggressione.
Nel manifesto del 13enne l’odio contro la professoressa di francese
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD”, si legge ancora nel manifesto. “Ho difficoltà di attenzione, è un dato di fatto, eppure, quando mi è stato chiesto di fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi per quanto riguarda la distrazione, ma non esita a farmelo notare in classe, e questo mi fa solo arrabbiare. Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di difficoltà solo perché non le piaccio”, scrive il giovane.
“Avendo solo 13 anni, sono completamente impotente in questa situazione e non posso fare molto per cambiare il percorso che è stato scelto per me. La mia vita è dettata da adulti a cui non importa di me. La mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere. È così impotente nella sua vita che decide che sfogare la sua rabbia su un gruppo di ragazzini delle medie sia un ottimo modo per rilassarsi”, si legge ancora nel manifesto diffuso dall’agenzia La Presse.
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