Giudice di Pace di Marano, il commissario sollecita la rimozione dei faldoni: “Costi pesanti per il Comune per vigilanza e fitti”

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La commissione straordinaria del Comune di Marano accelera per sbloccare la vicenda dell’ex sede del Giudice di Pace, ancora sotto sequestro dopo il rogo e le indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord. Al centro della questione vi sono i numerosi faldoni e atti custoditi all’interno della struttura, la cui permanenza continua a generare spese rilevanti per le casse comunali.

Il commissario Vincenzo Cardellicchio, secondo quanto si apprende, avrebbe sollecitato le autorità competenti affinché si proceda nel più breve tempo possibile alla rimozione della documentazione ancora presente nell’immobile, così da consentire la definitiva liberazione dei locali e ridurre i costi che il Comune continua a sostenere da mesi.

La situazione, infatti, comporta un duplice aggravio economico per l’ente. Da una parte l’ente comunale continua a pagare il fitto ai privati proprietari dell’immobile, con migliaia di euro che ogni mese escono dalle casse comunali. Dall’altra restano attivi i servizi di vigilanza predisposti per la struttura.

Oltre alla guardiania privata, il Comune impiega quotidianamente anche agenti della polizia municipale nelle attività di controllo e sorveglianza dell’area durante le ore mattutine e pomeridiane. Personale e risorse che, inevitabilmente, vengono sottratti ad altri servizi e necessità del territorio cittadino.

Da qui la richiesta della commissione straordinaria di accelerare le procedure legate allo spostamento degli atti ancora custoditi nell’ex Giudice di Pace, così da mettere fine a una vicenda che continua ad avere ripercussioni economiche e organizzative per il Comune di Marano.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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