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Ucciso per uno scambio di persona da affiliati al clan Polverino e sciolto nell’acido: due killer condannati a 30 anni, ma l’omicidio di Giulio Giaccio non fu un delitto mafioso.
Poco fa, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli hanno emesso la sentenza di condanna anche in secondo grado per il presunto mandante Luigi De Cristofaro, alias “Mellone”, e per Raffaele D’Alterio, meglio noto come ‘A Signurina”, colui che è ritenuto l’esecutore materiale. L’efferato omicidio fu consumato il 30 luglio del 2000 nel Napoletano.
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