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La medicina di famiglia attraversa una fase cruciale della propria storia.
L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e l’incremento dell’incidenza delle patologie oncologiche impongono un cambio di paradigma: il medico di medicina generale non può più essere soltanto filtro burocratico del sistema, ma deve diventare protagonista clinico della diagnosi precoce. In questo scenario, la medicina di prossimità non è uno slogan, ma una necessità sociale. Nel territorio napoletano e campano:
persistono diseguaglianze di accesso ai percorsi diagnostici i tempi di attesa per esami strumentali sono spesso incompatibili con il sospetto clinico precoce: il cittadino fragile rinuncia talvolta agli approfondimenti per difficoltà economiche o logistiche. Questo genera un rischio concreto: diagnosi tardive, soprattutto in ambito oncologico. Rafforzare le competenze diagnostiche del medico di famiglia significa ridurre questa frattura sociale. Presso la FIMMG Napoli ho attivato per il secondo anno consecutivo, un percorso formativo in ecoscopia (visita ecoassistita) rivolto ai medici di medicina generale.
L’ecoscopia: integra l’esame obiettivo tradizionale consente una valutazione immediata in studio orienta con maggiore precisione l’eventuale invio specialistico
migliora l’appropriatezza prescrittiva. Non sostituisce la diagnostica specialistica, ma costituisce uno strumento di intercetto precoce e di stratificazione del rischio.
L’introduzione strutturata dell’ecoscopia nella medicina generale produce effetti sistemici:
Un invio più mirato diminuisce esami inutili e congestionamento del sistema.
Portare la diagnostica di primo livello nello studio del medico significa ridurre le barriere territoriali e socioeconomiche. In effetti Il medico torna ad essere riferimento clinico centrale, non mero prescrittore. Il sospetto precoce può anticipare il percorso diagnostico e migliorare la prognosi. Occorre quindi inserire l’ecoscopia nei percorsi formativi istituzionali
definire standard di competenza certificata prevedere sostegno organizzativo e tecnologico
integrare la pratica ecoassistita nelle reti oncologiche territoriali. La medicina generale deve evolvere verso un modello di medicina di iniziativa, capace di intercettare il bisogno prima che diventi emergenza. Lo “scossone” necessario alla medicina di famiglia non è solo tecnologico, ma culturale e politico. L’esperienza della FIMMG Napoli dimostra che il cambiamento è possibile quando: si investe nella formazione, si crede nella competenza del medico di famiglia, si mette al centro il diritto del cittadino a una diagnosi tempestiva
La medicina di prossimità diventa reale quando il medico di famiglia dispone degli strumenti per esercitare pienamente la propria responsabilità clinica.
Dottor Luigi Pezzella


























