Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, respinge le polemiche e le minacce di esposti al Consiglio Superiore della Magistratura dopo le sue dichiarazioni sul referendum.
«Non mi lascio intimidire», afferma, definendo le reazioni «un’anticipazione di ciò che accadrà con l’Alta Corte disciplinare». Gratteri rivendica le sue parole: «Ho detto che mafia, centri di potere e massoneria deviata votano Sì. Non che chi vota Sì ne faccia parte».
Dal centrodestra, soprattutto dalla Lega, arrivano attacchi e richieste di scuse: il sottosegretario Andrea Ostellari parla di insinuazioni, mentre Matteo Salvini invita il procuratore a ritrattare. Dura anche Forza Italia, con Tommaso Calderone che denuncia «offese inaccettabili» e Enrico Aimi che chiede una valutazione disciplinare.
Ma l’iniziativa non dovrebbe avere seguito: Gratteri ha già raggiunto il massimo livello di carriera. E, intanto, ribadisce: nessun passo indietro.
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