Si avvicina l’appuntamento elettorale nei comuni a nord di Napoli e, più che le coalizioni, a emergere sono le fratture interne ai partiti e le manovre di palazzo che rischiano di pesare più dei programmi.
Melito si prepara a una sfida che, almeno sulla carta, sembra già delineata. Da una parte Stefano Capozzi, già consigliere comunale e indicato come candidato dell’area di centrodestra; dall’altra Domenique Pellecchia, volto già noto del centrosinistra, candidata anche in passato. Un nome non logoro, ma nemmeno una novità capace di sparigliare il campo.
Il vero elemento politico interessante, però, non è tanto il duello tra i due quanto la possibile spaccatura in seno alla famiglia Amente: Cosimo Amente, esponente di Fratelli d’Italia dal profilo molto soft, sarebbe orientato a sostenere il fronte progressista, mentre l’altro Amente attivo in politica dovrebbe restare saldamente nel perimetro del centrodestra. Una divisione familiare che racconta bene la confusione e le ambiguità di questa fase.
A Mugnano il quadro appare più strutturato sul versante progressista. Si va verso la candidatura di Pierluigi Schiattarella per il centrosinistra, con un’operazione di campo largo che mette insieme M5S, PD, Verdi e Casa Riformista. In questa cornice dovrebbe trovare spazio, con ogni probabilità “a testa alta”, anche la lista riconducibile al consigliere regionale Porcelli, elemento che rafforza l’asse politico e organizzativo della coalizione.
Alla sinistra del perimetro, Romagnuolo si prepara a correre con l’obiettivo (non dichiarato, ma comunque chiaro) di conquistare un seggio in consiglio comunale. Sul fronte opposto, la destra appare ancora in ritardo: non si esclude una lista targata Fratelli d’Italia, partito che a Mugnano ha un riferimento chiaro in Gennaro Ruggiero, ma al momento mancano segnali definitivi.
Scenario più incerto a Calvizzano, dove pesa ancora l’ombra lunga della sfiducia a Giacomo Pirozzi, frutto di quella che molti hanno definito una vera e propria congiura di palazzo. Luciano Borrelli ritiene di avere la strada spianata verso la candidatura, ma il percorso potrebbe non essere così lineare. La manovra che ha portato alla sfiducia sarebbe infatti finita sotto la lente di ambienti importanti, con verifiche e approfondimenti che potrebbero incidere sulla corsa elettorale e rimettere in discussione certezze che oggi appaiono consolidate.
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