Commissioni regionali, scatta l’ultimatum: 24 ore per l’accordo

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Giornata intensa di contatti e riunioni nei palazzi istituzionali del Centro direzionale, con un confronto continuo – e telefoni accesi fino a sera – per sbloccare la partita delle commissioni consiliari. Per ore ha prevalso un clima di fiducia sulla possibilità di chiudere l’accordo, ma in serata l’intesa non era ancora stata formalizzata. Da qui l’ultimatum: il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, è pronto a convocare le commissioni già nella giornata di domani. Restano dunque le ultime ventiquattro ore per definire la quadra.

Un passaggio ritenuto ormai non più rinviabile. Il Consiglio regionale si è insediato il 29 dicembre e, a oltre un mese di distanza, l’assenza delle commissioni sta paralizzando l’attività dell’assemblea e dell’intera macchina regionale. Senza questi organismi non possono avanzare i provvedimenti legislativi: le proposte di legge – a partire da quella simbolo sul salario minimo – devono infatti passare obbligatoriamente per l’esame in commissione prima dell’approdo in aula.

Lo stesso stallo riguarda il bilancio. In mancanza della commissione competente, la Regione continua a operare in esercizio provvisorio, con forti vincoli sulla spesa. La Giunta guidata da Roberto Fico ha già approvato il rendiconto e il governatore è al lavoro sul preventivo, ma senza la commissione bilancio l’iter resta bloccato. Manfredi, intanto, ha comunque proceduto all’assegnazione formale dei provvedimenti alle varie commissioni, così da renderle immediatamente operative dalla prossima settimana una volta insediate.

Le trattative

Al lavoro per chiudere l’accordo, oltre a Manfredi, anche il vicegovernatore Mario Casillo, il segretario regionale del Pd Piero De Luca e la deputata M5S Gilda Sportiello. Avs e Casa riformista restano al centro del confronto: non hanno ancora trasmesso i nomi dei propri rappresentanti, necessari perché in ciascuna delle otto commissioni sieda almeno un esponente di ogni gruppo. Il termine fissato dal presidente è per questa mattina.

Lo schema di ripartizione delle presidenze è ormai delineato: tre al Partito democratico, due al Movimento 5 Stelle e una ciascuno ad A testa alta, Casa riformista e Avanti-Psi. Sul fronte dei nomi, il Pd punterebbe su Bruna Fiola e Loredana Raia, con una terza presidenza destinata a Corrado Matera. Per i 5 Stelle sono in pole Salvatore Flocco e Raffaele Aveta, che potrebbe lasciare il ruolo di questore a un rappresentante di A testa alta. Tra i dem deluchiani resta aperta la partita interna: Gennaro Olivero e Luca Cascone si contendono il ruolo di capogruppo, con la possibilità per uno dei due di approdare a una presidenza di commissione.

Casa riformista dovrebbe indicare Ciro Buonajuto, mentre Enzo Alaia andrebbe verso la guida del gruppo. Avanti-Psi punterà su Giovanni Mensorio. Più complessa, invece, la distribuzione delle materie: sanità e bilancio sono le presidenze più ambite, mentre nessuno sembra interessato alla commissione Affari istituzionali. Il Pd rivendica la sanità e chiede anche bilancio e politiche sociali, ma difficilmente potrà ottenerle entrambe. Il M5S guarda con interesse ad agricoltura e ambiente. Casa riformista è divisa tra bilancio e politiche sociali, mentre Avanti-Psi dovrebbe ottenere le attività produttive.

Avs, Noi di Centro e lo stesso Fico – in quanto presidente – resterebbero senza presidenze, ma potrebbero essere compensati con le vicepresidenze. Non è esclusa, però, la richiesta di un vertice di maggioranza con il governatore per sciogliere gli ultimi nodi.

Intanto, nella giornata di ieri, la giunta per il regolamento ha dato il via libera unanime alla composizione degli undici gruppi consiliari. Dopo l’istruttoria affidata al consigliere Pd Giorgio Zinno, è stata confermata la possibilità di costituire gruppi anche con meno di cinque consiglieri, grazie alla rappresentanza al Parlamento europeo.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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