Le novità toccano codice penale, procedura penale, processo minorile, misure di prevenzione e controllo del territorio a Milano.
Un nuovo reato per chi usa violenza durante le manifestazioni
La novità più importante è un reato nuovo, chiamato “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Riguarda chi, durante una manifestazione, fa parte di un gruppo di almeno 5 persone che agisce in modo organizzato, anche solo per una volta. Il gruppo usa o lancia bastoni, mazze, oggetti che possono fare male, razzi, bengala, fuochi d’artificio, petardi, fumogeni o spray urticanti, in modo da mettere in concreto pericolo l’incolumità delle persone: la pena va da due a cinque anni di carcere, più una multa da 10.000 a 20.000 euro.
La pena aumenta da un terzo alla metà se chi agisce è a volto coperto o comunque si fa riconoscere con difficoltà. Lo stesso vale se gli oggetti vengono lanciati contro infrastrutture di energia, trasporti, telecomunicazioni o altri servizi pubblici, oppure contro beni usati per funzioni pubbliche.
Per chi organizza il gruppo o spinge gli altri a farlo, anche online, la pena è più pesante: da 4 a 12 anni. Se il gruppo provoca lesioni a qualcuno, le pene per le lesioni aumentano da un terzo alla metà.
Pene più alte per altri reati commessi nei cortei
Il decreto prevede un aumento di pena, sempre da un terzo alla metà, anche per altri due reati già esistenti (articoli 419 e 420 del codice penale) quando vengono commessi durante una manifestazione in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Cambia anche il danneggiamento: se a compierlo è un gruppo organizzato di almeno cinque persone, la pena sale da un terzo alla metà.
Arresti e tribunali
Per i nuovi reati valgono le stesse regole sull’arresto in flagranza già previste per altri casi, anche per i minorenni. Il decreto pensa poi ai tribunali: se una manifestazione porta a molti arresti, i magistrati da destinare agli uffici in difficoltà devono essere assegnati entro 24 ore dalla richiesta, senza aspettare il parere del consiglio giudiziario. Il motivo dichiarato è far rispettare i tempi di legge per le convalide.
I minori
Per i minorenni cambia un principio: si presume che il minore capisca cosa sta facendo e sia in grado di rispondere delle sue azioni, fino a prova contraria. Pubblico ministero e giudice possono comunque raccogliere elementi per valutare questo aspetto. Il decreto tocca anche altre norme del processo minorile, tra cui una che fa riferimento ai sedici anni compiuti.
Genitori: multe e risarcimenti
Se un minore, anche non imputabile, partecipa a questi reati, ai genitori può arrivare una multa da 500 a 1.000 euro. Possono evitarla se dimostrano di non aver potuto impedire il fatto. Se il ragazzo ripete la condotta, la multa va da 1.000 a 2.000 euro, e il prefetto può segnalare al tribunale per i minorenni l’opportunità di avviare progetti di sostegno educativo per la famiglia.
Il prefetto può anche ordinare ai genitori di risarcire i danni a beni di Stato, Regioni ed enti locali. Contro questo ordine si può fare opposizione entro quaranta giorni davanti al tribunale. Anche i privati danneggiati possono chiedere un risarcimento con un procedimento rapido, il decreto ingiuntivo, portando l’ordinanza del prefetto e una perizia sui danni.
Il divieto di radunarsi
Il questore può vietare a una persona di radunarsi con altre in luoghi pubblici precisi, anche solo in certe fasce orarie. Succede quando cinque o più persone tengono comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose. Il divieto riguarda chi negli ultimi cinque anni ha già avuto certi provvedimenti di prevenzione o una condanna, anche non definitiva, per reati contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico. Dura al massimo un anno e deve tenere conto di salute, famiglia, lavoro o studio. Può essere rivolto anche a ragazzi dai 14 anni in su.
Portati in questura durante le operazioni di polizia
Durante operazioni di polizia pensate per prevenire reati in luoghi molto frequentati, alcune persone possono essere accompagnate e trattenute negli uffici di polizia: servono circostanze concrete e un fondato motivo di ritenere che possano creare un pericolo per la sicurezza.
A pesare possono essere gli oggetti che hanno con sé, oppure precedenti penali o segnalazioni di polizia degli ultimi cinque anni per alcuni reati, tra cui quelli contro la persona o il patrimonio, quelli legati agli stupefacenti e il nuovo reato di violenza organizzata.
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