Bilancio e scuola al centro dell’agenda di Fico: no allo scontro sul dimensionamento

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La priorità resta, inevitabilmente, la legge di bilancio. Ma Roberto Fico non è concentrato esclusivamente su questo dossier e, ora che può convocare la giunta senza vincoli, punta a portare rapidamente in porto una serie di provvedimenti rilevanti, strategici e già annunciati. Accanto al bilancio previsionale – indispensabile per uscire dall’esercizio provvisorio – si impone con forza il tema della scuola, in particolare il dimensionamento scolastico imposto dal governo Meloni e dal Ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara.

Sul punto, Vincenzo De Luca aveva impugnato il piano ministeriale con un ricorso al Tar, ottenendo una prima vittoria, poi però ribaltata dal Consiglio di Stato. Il risultato è che, a partire dall’anno scolastico 2025/2026, il dimensionamento entrerà pienamente in vigore in Campania secondo i criteri nazionali.

Nei giorni immediatamente successivi all’insediamento della giunta, nel Partito Democratico aveva preso corpo l’ipotesi dello scontro frontale: seguire l’esempio di Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna – tutte regioni di centrosinistra – rifiutare l’applicazione del piano e accettare il commissariamento, lasciando al governo l’onere politico dei tagli ai plessi scolastici.

Nelle ultime ore, però, la linea sembra cambiare. Fico, insieme all’assessore competente Andrea Morniroli, ha avviato un lavoro di mediazione per individuare un punto di equilibrio che scongiuri la nomina di un commissario ad acta. Una strategia che passa anche attraverso il canale della collaborazione istituzionale: il capo di gabinetto del Ministero dell’Istruzione è infatti Giuseppe Recinto, docente di diritto privato all’Università Federico II di Napoli.

Sta dunque prendendo forma una linea più morbida, condivisa anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: evitare lo scontro diretto con il governo, pur mantenendo una valutazione nettamente critica del piano.

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