Fa discutere l’ultima opera di Jorit realizzata all’esterno della chiesa del Gesù Divin Maestro a Quarto: un Gesù raffigurato con copricapo palestinese e simboli legati alla sofferenza del popolo di Gaza. Un’immagine forte che, come spesso accade con i murales dell’artista, alimenta il dibattito pubblico.
Per il parroco don Genny Guardascione si tratta di una provocazione consapevole: «Gesù era ebreo, ma l’opera serve a tenere alta l’attenzione su ciò che accade a Gaza e su tutte le ingiustizie del mondo». Jorit definisce il murale un gesto apertamente politico e parla di “genocidio sionista”, spiegando che il lavoro è nato in accordo con «un parroco molto attivo sul territorio e vicino a tanti giovani».
Nel messaggio dell’opera e nelle dichiarazioni che l’accompagnano non c’è alcuna critica ai crimini di Hamas, elemento che contribuisce ad alimentare ulteriori polemiche.
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