La consapevolezza diffusa è che il degrado della città di Marano sia il risultato di anni di politica sciatta, poco attenta a una reale programmazione a medio e lungo termine.
Una mancanza di visione dovuta soprattutto alle numerose fideiussioni contratte durante i tredici anni di governo bertiniano, che hanno prosciugato e indebitato in maniera esponenziale le casse comunali, fino a sfociare nel dissesto economico che ancora oggi pone pesanti vincoli all’ente.
Da qui derivano servizi scadenti, decoro urbano inesistente e un asse viario ridotto a un colabrodo. A tutto ciò si è aggiunta la scarsa capacità di attrarre risorse attraverso bandi regionali e sovracomunali, situazione che ha contribuito al degrado delle strade cittadine e della rete idrica, anch’essa responsabile del dissesto del manto stradale a causa delle continue perdite.
Questi sono i danni del passato remoto e recente di una politica che da qualche mese è ormai alle spalle, relegata nel cestino della storia.
Oggi il timone del Comune è nelle mani dello Stato che, nonostante le numerose difficoltà, è chiamato a fornire risposte immediate in termini di sicurezza e vivibilità alla collettività.
Una collettività che deve essere tutelata innanzitutto rendendo le strade degne di questo nome e non vere e proprie gruviere, al fine di preservare l’incolumità di automobilisti e pedoni. Altro problema urgente è la rete idrica, anch’essa ridotta a un colabrodo, con perdite ingenti di acqua che i cittadini pagano profumatamente, mentre nelle abitazioni i rubinetti restano spesso a secco.
Sotto la lente d’ingrandimento va posta anche l’attività della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti e dello spazzamento, servizi apparsi carenti o del tutto inesistenti, tanto da trasformare l’igiene urbana in una vera e propria cloaca a cielo aperto.
Ma la problematica che genera la maggiore ansia tra i cittadini-contribuenti è oggi l’agenzia di riscossione dei tributi “Municipia”, fortemente voluta dall’ex sindaco Morra per contrastare l’evasione, soprattutto dei canoni idrici. Un’agenzia che spesso emette avvisi poco chiari — come la richiesta di pagamento dei passi carrabili anche a chi non ne ha mai fatto richiesta — o addirittura cartelle duplicate, soprattutto per i tributi idrici. Un operato che andrebbe attentamente monitorato dalla Commissione straordinaria prefettizia.
Dove la politica ha fallito, lo Stato non può fallire. Altrimenti non avrebbe senso sospendere la vita democratica di una comunità e nominare una Commissione prefettizia con il compito di ripristinare legalità, decoro e l’efficienza dei servizi.
Nota di Michele Izzo
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