MARANO. RIUNIONE TESA IN MUNICIPIO, LA SEGRETARIA GENERALE SANTINI METTE L’ACCENTO SUI RITARDI DEGLI UFFICI. MA ORA RISCHIA DI ANDAR VIA: C’E’ UN ACCORDO CON VILLARICCA PER FAR ARRIVARE NADIA GRECO?

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Gli aspetti interni al Comune di Marano continuano a tenere banco, e lo fanno in maniera sempre più determinante. Dopo i faccia a faccia infuocati dei giorni scorsi – durante i quali, secondo quanto trapela, sarebbero volate anche parole grosse tra esponenti di primo piano degli uffici comunali – e dopo la controversa vicenda della conferma dei revisori dei conti (operazione che, secondo più letture, sarebbe in contrasto con il TUEL, dal momento che dopo la caduta per mafia del precedente sindaco sarebbe stata necessaria una procedura ad evidenza pubblica), stamattina si è consumato un passaggio tutt’altro che ordinario.

In municipio si è svolta la delegazione trattante tra vertici dell’ente, sindacati e RSU dei funzionari comunali. Al centro della scena la segretaria generale, Valentina Santini, che ha messo nero su bianco – alla presenza delle organizzazioni sindacali – ciò che da anni si sussurrava nei corridoi del palazzo, ma che nessuno aveva mai avuto il coraggio di formalizzare.

Partendo dalla ripartizione del fondo 2025, la segretaria ha rilevato ancora una volta ritardi nella costituzione dei fondi, una criticità che si ripresenta ciclicamente. Ma il punto più delicato riguarda il regolamento sugli incentivi tecnici, fermo addirittura dal 2023, mai approvato dagli uffici competenti e solo ora – forse – avviato allo sblocco. Non meri dettagli burocratici, ma nodi che incidono direttamente sul funzionamento di un ente già devastato da un dissesto finanziario e da due scioglimenti di fila per infiltrazioni mafiose.

Un Comune compromesso non solo dalla mala politica, ma anche – ed è questo il dato più inquietante – da una mala gestione strutturale di alcuni settori chiave.

Ancora più grave il capitolo delle procedure rallentate, comprese quelle per le assunzioni. La segretaria generale ha parlato apertamente di ritardi “forse strumentali”, facendo riferimento a concorsi interni bloccati – in particolare nei settori contabile e amministrativo. Parole pesanti, che hanno trovato forma in un atto ufficiale trasmesso all’OIV, alla Commissione straordinaria e agli organismi di controllo.

Eppure, mentre Santini prova a rimettere ordine in una macchina comunale arrugginita e resistente al cambiamento, da ambienti vicini al Comune di Villaricca filtra una voce sempre più insistente: la segretaria generale potrebbe lasciare Marano dopo appena quattro mesi. Alla base, un presunto accordo politico-amministrativo tra uno dei tre commissari straordinari di Marano e il sindaco di Villaricca, Francesco Gaudieri, ex magistrato amministrativo. L’intesa prevederebbe l’arrivo a Marano di Nadia Greco, già segretaria a Qualiano tempo fa.

Un intreccio che lega due Comuni entrambi reduci da scioglimenti per mafia. Villaricca, oggi, è un ente politicamente instabile, con una maggioranza risicatissima e un sindaco che sopravvive grazie ad appoggi trasversali e non dichiarati. Non a caso, proprio in queste ore, si registra l’ennesimo ribaltone: un consigliere che fino a poco tempo fa voleva “sfiduciare” il sindaco si defila, mentre la figlia viene nominata assessore. E sullo sfondo ci sono le questioni attinenti al Poc, piano operativo comunale, successivo alla ratifica del Puc.

Nadia Greco viene descritta come persona perbene – come del resto Santini – ma non come una figura capace di imprimere una svolta decisa in un Comune devastato, complesso, pieno di trappole amministrative e resistenze interne. A Marano non serve un periodo di apprendistato: serve un segretario di pensiero e di azione, capace di reggere l’urto con apparati interni stratificati da decenni e di imporre legalità, tempi certi, responsabilità.

Un eventuale avvicendamento in questa fase sarebbe, forse, un rischio enorme. Marano è ferma su troppi fronti: servizi essenziali, programmazione, personale, atti fondamentali. Cambiare guida adesso significherebbe perdere settimane, forse mesi, in un Comune che non può più permetterselo.

Se salto deve essere, allora si faccia una rivoluzione vera, che coinvolga anche altri settori del municipio. Altrimenti, come sussurrano in tanti, meglio evitare salti nel buio.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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