Regione, partita aperta sulla giunta. Intanto il Pd fa piazza pulita a Caserta e De Luca insiste per Bonavitacola

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Con la proclamazione dei consiglieri regionali scatta ufficialmente il conto alla rovescia: entro 20 giorni dovrà insediarsi il Consiglio al Centro direzionale, eleggere l’ufficio di presidenza e, soprattutto, arrivare all’appuntamento con la giunta già definita. È su questo terreno che si addensano le principali incognite politiche.

Il confronto tra il governatore e i partiti non è ancora partito, ma i nodi sono noti. A partire dal ruolo dei consiglieri più pesanti e dal loro eventuale approdo in giunta. Il caso più emblematico è quello di Mario Casillo, indicato come possibile vicepresidente: una scelta che apre interrogativi sia sugli equilibri interni al Pd sia sulla tenuta futura dell’esecutivo, considerando la sua probabile candidatura alle politiche del 2027 e il conseguente rischio di un avvicendamento anticipato su una delega strategica come i Trasporti.

Il rebus giunta si complica ulteriormente per il rapporto con l’area deluchiana. Il governatore uscente spinge per una presenza più ampia, mentre la linea del nuovo corso punta a una discontinuità netta, limitando la rappresentanza a un solo nome. In questo quadro, il profilo di Fulvio Bonavitacola viene considerato troppo ingombrante e simbolicamente legato al decennio precedente. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di una vicepresidenza affidata a Marco Sarracino, soluzione che però comporterebbe il suo addio alla Camera.

A pesare sulle scelte è anche la richiesta, finora inevasa, di indicare nomi femminili per la giunta, elemento che potrebbe diventare dirimente nella trattativa con Pd e liste alleate.

Parallelamente, il quadro politico regionale è agitato dalla bufera di Caserta. Qui la commissaria provinciale del Pd, Susanna Camusso, ha avviato un vero e proprio repulisti espellendo 24 tra dirigenti ed ex amministratori accusati di aver sostenuto liste alternative al Pd alle regionali. Un’operazione che si inserisce nel percorso verso il congresso provinciale di gennaio e che segue l’esclusione eccellente dell’ex presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, eletto con la lista “A testa alta”.

Nel capoluogo casertano l’epurazione ha colpito anche ex assessori ed esponenti della maggioranza dell’ex sindaco Carlo Marino, travolta dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Un segnale politico forte che intreccia disciplina di partito, gestione dei consiglieri eletti e ridefinizione degli equilibri interni, mentre a livello regionale resta aperta la partita decisiva sulla composizione della giun

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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