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Al suggeritore dell ‘articolo sulla chiusura dell’ufficio del giudice di pace vorrei ricordare che la chiusura era nell’ aria da tempo per le tante criticità che la struttura aveva in sé sia organizzative che strutturali. Per non parlare delle tante vicende interne che ogni tanto venivano alla ribalta della cronaca.
Non bisogna dimenticare l ‘ intervento dell’ ispettorato del lavoro che intimò la esucuzione di lavori di adeguamento alla struttura in base alla D.lg 81 /08 e non ultimo l’ intervento dei vigili del fuoco di qualche giorno fa.
C’é poi il capito dei canoni non corrisposti dai comuni del consorzio che doveva garantire apporto di personale ( mai arrivato a Marano) e pagamento di quote da mesi non corrisposte.
Per non parlare della spinosa telenovela da anni in scena tra il Comune e i privati comproprietari dell ‘immobile, comune che versa un canone di affitto per la quota privata.
Soldi pubblici pagati che negli anni hanno eroso ancor di più le casse comunali ( con il dissesto finanziario) , che ha fatto schizzare al massimo le aliquote dei tributi, impoverendo le tasche dei cittadini.
Certo caro suggeritore la perdita di una struttura sul territorio é sempre una sconfitta ma in primis della politica locale sciatta e avulsa dai problemi che non ha saputo trovare risposte atte a risolvere la questione strutturale, quella economica e organizzativa di una struttura.
Addossare la sola responsabilità allo Stato e non fare una seria riflessione sulla travagliata storia dell’ufficio del Giudice di Pace é come nascondere sotto il tappeto la polvere che ha adombrata la sua presenza sul territorio di Marano
nota di Michele Izzo
Il barbiere sembra un pugile suonato: due giorni fa scrive che non c’è la certificazione antimafia per gli eventi natalizi e viene miseramente smentito dai commissari; ora, forse spinto da un abusivo ex amministratore, dice che la chiisura dell’ufficio del Giudice di pace lo dobbiamo allo Stato, dimenticando, in malafede, che i comuni sono stati a più riprese compulsati dal Ministero per sanare le irregolarità che si trascinano da anni, non da ieri. Barbiere, datti al padel.
La Redazione
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