TORMENTONE GIUNTA FICO, SI TRATTA. FUORI CESARO E MASTELLA JUNIOR. LA LEGGE DEL CONTRAPASSO NON FA SCONTI, HANNO SOSTENUTO UN RADICALE DI SINISTRA E ORA SI TROVANO FUORI

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Il tormentone di questi giorni è sempre quello: la formazione della giunta. Dopo un decennio in cui De Luca annunciava i nomi e la maggioranza prendeva atto, l’era Fico è tutt’altra storia. L’elezione è stata molto più politica, più partecipata e soprattutto più condizionata dai partiti. E il nuovo governatore lo sa bene: il margine di manovra non è quello dello “sceriffo”, adesso bisogna trattare, bilanciare, compensare. Insomma, trovare la quadra con chi ha portato voti pesanti.

La scelta sembra ormai segnata: niente assessori pescati tra gli eletti, né tra i trombati, ma una squadra squisitamente politica. Nel Pd, Mario Casillo si avvia alla vicepresidenza – magari con Trasporti in dote – mentre per Enzo Cuomo, primo cittadino di Portici, il via libera appare vicino, anche se nel suo comune la pace col M5S è lontana. Per il Welfare circolano i nomi di Anna Riccardi e di Andrea Morniroli. La Sanità, almeno per ora, rimane saldamente nelle mani del governatore.

Il M5S continua a muoversi tra i nomi di Ciro Borriello, Gilda Sportiello, Gerardo Capozza e Alfonso Pecoraro Scanio. Alla Cultura potrebbe approdare Laura Valente, forte dell’esperienza di “Napoli 2500”. Ma in quale casella e con quale etichetta di partito? È una domanda ancora aperta.

Molto più agitato il mare dei piccoli alleati del campo largo. Nei Verdi si spinge per Fiorella Zabatta, mentre prende quota anche il nome della docente Maria Luisa Iavarone. In “Casa Riformista” avanzano Angelica Saggese e Tommaso Pellegrino, mentre i Socialisti continuano a puntare sul solito Enzo Maraio. Dall’area vicina a De Luca arrivano nomi che Fico sembra voler tenere alla larga: Bonavitacola, Fortini, Cascone. Se proprio serve un filo di continuità, si mormora che Ettore Cinque potrebbe restare al Bilancio.

E poi c’è il capitolo più frizzante: il caso Mastella. Il dinamismo iperbolico del sindaco di Benevento, tra interviste e dichiarazioni, sta iniziando a stancare sia Fico sia una parte di Pd e M5S, convinti che l’epoca del “centro ago della bilancia” sia finita. Nel frattempo, la stampa di centrodestra si diverte a commentare la battaglia sul possibile ruolo del figlio, Pellegrino Mastella, che per ora resta semplicemente consigliere regionale.

E nel tormentone finale, mentre le caselle della giunta si avvicinano alla definizione, emergono i due grandi esclusi della settimana: Cesaro junior e Mastella junior, che – al netto dei voti raccolti – restano ai margini. Qualcuno, con una punta di ironia, sussurra che sia la logica conseguenza dell’aver puntato su un profilo distante anni luce dalle loro tradizionali coordinate politiche: un governatore percepito come radicale e di sinistra come Fico. Una scelta che ora presenta il conto.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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