La formazione della nuova giunta regionale in Campania si sta rivelando un esercizio più complesso del previsto. Roberto Fico, chiamato a dare forma al suo primo esecutivo, deve tenere insieme un quadro politico affollato, esigenze di equilibrio interno e nuovi paletti decisi dalla maggioranza: niente assessori appena eletti in Consiglio per evitare rimpalli e sostituzioni a catena. Una scelta che, di fatto, ha orientato la costruzione della squadra verso una giunta totalmente politica, composta da nomi indicati direttamente dai partiti e valutati poi dal presidente, come avveniva negli anni precedenti all’era De Luca.
Per un decennio, infatti, Vincenzo De Luca aveva concentrato su di sé il controllo della macchina amministrativa, rendendo la giunta un’estensione della sua leadership personale. Con Fico si torna a un modello più tradizionale, in cui i partiti si assumono nuovamente la responsabilità delle scelte. Se questo porterà maggiore equilibrio o più conflitti, lo dirà il tempo.
Domani la proclamazione: si apre la fase decisiva
Martedì 9 Fico sarà proclamato ufficialmente presidente e da quel momento partirà la fase finale della composizione dell’esecutivo.
Il nodo delle presenze femminili
Una delle questioni più delicate resta la rappresentanza femminile: Fico vuole almeno quattro donne in giunta, obiettivo che sta creando più di un attrito.
– Per AVS circola con insistenza il nome di Fiorella Zabatta.
– Nel Movimento 5 Stelle quello di Gilda Sportiello, parlamentare e coordinatrice napoletana.
– I renziani di Casa Riformista hanno proposto Caterina Miraglia, ma il suo passato nella giunta Caldoro di centrodestra non convince molti.
– Nel Pd restano in campo Armida Filippelli, per una possibile riconferma ma su una delega diversa, e Teresa Armato (nella foto), attuale assessora al Turismo nel Comune di Napoli.
Il Pd, i deluchiani e le tensioni interne
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, spinge per lasciare fuori i nomi più riconducibili al deluchismo, a partire dall’ex vicepresidente Fulvio Bonavitacola. Lo scontro politico con De Luca continuerà anche nel prossimo anno, soprattutto sui dossier Bagnoli e America’s Cup 2027.
Nel Pd, Mario Casillo ragiona già da futuro vicepresidente della Regione, probabilmente con deleghe legate ai Trasporti. Possibili riconferme per Ettore Cinque (Bilancio). Sul tavolo anche i nomi di Paolo Siani per la Legalità e di Enzo Cuomo, molto sostenuto nel partito.
Dal M5S spunta Ciro Borriello, destinato o allo staff del presidente o a un assessorato.
La partita si complica ulteriormente per il duello tra gli ex democristiani Mastella e Milo, che rende difficile individuare un profilo condiviso. Per gli scontenti, intanto, restano aperte altre sedi di “compensazione”: le commissioni del Consiglio regionale, i futuri aggiustamenti nella giunta del Comune di Napoli e il congresso provinciale del Pd.
Sanità e controllo diretto del presidente
Capitolo Sanità: Fico terrà per sé la delega. La Campania sta uscendo dal piano di rientro e il presidente vuole seguire personalmente la fase più delicata, rivedendo anche gli atti e le nomine varati nell’ultimo anno dell’amministrazione De Luca. Il dossier deve restare sulla sua scrivania, e non essere delegato.
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