Camorra e politica a Giugliano: chiuse le indagini sull’intreccio tra clan Mallardo e amministrazione locale

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Si è chiusa la fase investigativa dell’inchiesta che ha svelato i rapporti tra il clan Mallardo e alcuni esponenti della politica giuglianese. L’operazione, condotta dai Ros dei carabinieri e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, aveva portato lo scorso febbraio all’arresto di 25 persone, tra cui boss, affiliati e politici locali. Tra gli indagati figurano l’ex sindaco Antonio Poziello e quattro ex consiglieri comunali.

L’indagine, avviata nel 2015 e conclusa nel 2020 con la sfiducia dell’allora sindaco e il commissariamento del Comune, ha messo in luce un presunto sistema di corruzione fondato su appalti truccati, tangenti, ditte vicine al clan e promesse di posti di lavoro. Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, avrebbe garantito finanziamenti illeciti sia alla politica che alla cosca camorristica.

Tra le 43 persone coinvolte ci sono nomi di spicco come Andrea Abbate, considerato il mediatore tra i politici e il clan, e Domenico Pirozzi, detto “Mimì ‘o pesante”, ritenuto reggente del clan. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa allo scambio elettorale politico-mafioso, fino a corruzione e trasferimento fraudolento di valori, tutte aggravate dal metodo mafioso.

Con la chiusura delle indagini, ora spetterà ai giudici decidere se procedere con il rinvio a giudizio o archiviare il caso. Un passaggio decisivo per un’inchiesta che ha scoperchiato uno dei più gravi intrecci tra criminalità organizzata e politica nel territorio giuglianese.

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