Alla domanda se le dimissioni possano essere interpretate come uno strumento di pressione per far ricompattare lo schieramento di destra che ha vinto le ultime elezioni, Pannone ha tagliato corto: «Nessuna riunione. Nessuno mi ha chiesto niente». Poi, il sindaco dimissionario lascia aperto un piccolo spiraglio con un laconico «vedremo nei prossimi giorni».
Ma perché è esplosa questa crisi? Due i principali motivi. Il primo riguarda un mancato rimpasto in giunta, per il quale al sindaco i partiti avevano tirato così tanto la giacca da strappargliela. Il secondo motivo è «l’agguato» al presidente del consiglio comunale Biagio Castaldo, del quale era stata chiesta la sostituzione attraverso un documento firmato da ben sette componenti della maggioranza, che annovera anche la Lega, rappresentata ai massimi livelli da Pina Castiello, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio ma anche vice sindaco. E ieri mattina all’ordine del giorno del consiglio comunale c’era proprio la mozione di sfiducia al presidente Biagio Castaldo, oltre alla discussione del Dup, il Documento unico di programmazione, lo strumento principale che guida le strategie e le operazioni degli enti locali.
Fonte Il Mattino

























