Quello che è andato in scena oggi al campo “Grillo” di Marano, alla prima giornata del campionato di Prima Categoria, ha del clamoroso. Una partita combattuta, giocata con il cuore da entrambe le squadre, ma macchiata da un errore arbitrale che ha del grottesco e che ha tolto due punti sacrosanti all’Atletic Football Club.
La sfida contro l’Interpianurese è finita 1-1, ma il risultato è bugiardo e lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa, protagonisti di una prestazione generosa, soprattutto nella ripresa.
Nel primo tempo, l’Interpianurese passa in vantaggio su un calcio d’angolo molto dubbio. Proteste in campo, ma l’arbitro assegna il corner da cui nasce l’1-0 ospite.
L’Atletic reagisce e trova il pareggio nella ripresa grazie a un rigore trasformato da Romano, che poco dopo si rende protagonista del caso del giorno — anzi, dell’anno.
A cinque minuti dal termine, in contropiede, lo stesso Romano insacca la palla del 2-1: tiro preciso, la sfera entra in rete, supera nettamente la linea di porta, rotola nel sacco… ma fuoriesce da un buco nella rete. L’arbitro, distante almeno 15 metri, non convalida il gol, ignorando le proteste veementi dei giocatori e del pubblico.
Le immagini e i testimoni parlano chiaro: la palla era entrata, il gol era valido, e gli avversari si erano già disposti per la ripresa del gioco. Ma non c’è VAR, non ci sono assistenti, non ci sono commissari di campo. C’è solo tanta rabbia.
Il tecnico e la dirigenza dell’Atletic parlano di “uno dei più grandi scandali del calcio dilettantistico degli ultimi 15 anni”, una “situazione surreale che ci lascia con la certezza di essere stati derubati”.
“In Prima Categoria può accadere di tutto – commenta un dirigente a fine gara – ma oggi abbiamo superato ogni limite. Serve rispetto per chi lavora, per chi si allena, per chi dà l’anima. Così si distrugge la passione”.
Il campionato è appena iniziato, ma l’amarezza è già tanta. Perché se è vero che il calcio è anche errori e imprevisti, è altrettanto vero che certi episodi non possono passare sotto silenzio.
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