Giugliano, scioglimento per mafia? Istruttoria ancora in corso: il Viminale valuta legami con la vecchia amministrazione

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Dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Marano, l’attenzione si sposta inevitabilmente su Giugliano in Campania. Anche il più popoloso comune dell’area nord di Napoli è finito da mesi nel mirino del Viminale, con una commissione d’accesso agli atti inviata dalla Prefettura per verificare eventuali condizionamenti dell’amministrazione comunale.

Ma la situazione qui è molto diversa, e anche più complicata. A differenza di Marano, dove la commissione è intervenuta a consiliatura in corso, a Giugliano l’ex sindaco ha giocato d’anticipo: si è dimesso mesi prima dell’arrivo degli ispettori, facendo di fatto cadere l’amministrazione e portando la città al voto. Una mossa che, secondo molti, avrebbe messo in salvo l’Ente dal rischio di scioglimento.

Oggi, infatti, Giugliano ha un nuovo sindaco, eletto regolarmente dopo la tornata elettorale. Ed è proprio questo il nodo principale con cui dovrà fare i conti il Ministero dell’Interno: è possibile sciogliere un’amministrazione che non è più quella in carica al momento dell’accesso della commissione?

La risposta, al momento, è tutt’altro che scontata. L’istruttoria del Viminale è ancora in corso, e gli uffici romani stanno cercando — con molta cautela — eventuali elementi di continuità politica tra la vecchia e la nuova amministrazione. E qualche indizio non manca: diversi ex consiglieri comunali sono stati rieletti, mentre alcuni degli attuali assessori sembrano essere in diretto collegamento con l’ex sindaco dimissionario, alimentando sospetti e ipotesi su un possibile “governo ombra”.

La partita, dunque, resta apertissima. Giugliano guarda a Roma con crescente apprensione, consapevole che ogni decisione potrebbe avere un impatto enorme sulla tenuta istituzionale della città. Intanto, il precedente di Marano brucia ancora: un monito per chi crede che basti un cambio di facce a garantire discontinuità. A volte, i legami restano anche quando gli incarichi cambiano.

La decisione del Viminale è attesa nei prossimi giorni. E sarà una scelta delicata: tra il rischio di colpire un’amministrazione appena insediata e quello, più grave, di chiudere un occhio davanti a possibili ombre del passato che ancora oggi condizionano il presente.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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