A quattro anni dalla pandemia, in Campania spuntano di nuovo le Covid Card, le costose tessere vaccinali volute dal governatore Vincenzo De Luca nel 2021 e mai realmente utilizzate. Un’iniziativa che già allora fu bollata come un clamoroso spreco di denaro pubblico, e che oggi torna al centro delle polemiche — e delle indagini.
La Guardia di Finanza, su incarico della Procura della Corte dei Conti, ha acquisito documenti presso IFEL Campania, l’ente regionale che ha curato la recente (e tardiva) distribuzione delle card ai cittadini. Una mossa che ha sorpreso molti, tra l’incredulità generale e le prime lamentele: “Perché ci arrivano ora? Con che soldi?”, si sono chiesti in tanti.
Secondo Repubblica Napoli, la nuova spedizione sarebbe legata a un progetto PNRR per i servizi digitali regionali. IFEL ha spiegato che le card sono state “implementate” per consentire l’accesso a servizi sanitari, trasporti e formazione, presentandole come simbolo di innovazione e razionalizzazione della spesa.
Ma la verità, per molti, è un’altra: si tenta di riciclare un’iniziativa fallita, già condannata dalla Corte dei Conti, che ha inflitto a De Luca una sanzione da 609 mila euro per danno erariale. Secondo i giudici, quelle tessere erano un duplicato inutile del Green Pass nazionale, prodotto con risorse pubbliche che potevano essere impiegate altrove — in una regione già fragile sul piano sanitario e sociale.
L’opposizione non usa mezzi termini. Per Imma Vietri, deputata di Fratelli d’Italia, si tratta dell’“ennesimo tentativo di coprire uno spreco con una narrazione di facciata”. E aggiunge: “Queste card, costate milioni, non sono mai servite a nulla. Ora le ripropongono come se fossero strumenti di innovazione, ma è solo un goffo tentativo di salvare l’immagine del presidente”.
Ancora più duro il senatore Antonio Iannone: “De Luca è l’incarnazione della mala gestione in Campania. Dieci anni di disastri, spese inutili e servizi carenti, soprattutto per le fasce più deboli. Adesso arriva anche la Finanza in Regione. Altro che modello Campania, è solo propaganda e spreco di risorse pubbliche”.
Nel frattempo, i finanzieri continuano gli accertamenti. La Campania, ancora una volta, si trova a fare i conti con la cattiva amministrazione di chi ha trasformato una tessera sanitaria in un monumento allo spreco.
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