Napoli ricorda Salvatore Giordano e Giovanbattista Cutolo: due targhe per non dimenticare

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Due targhe, due giovani vite spezzate, un unico messaggio: Napoli non dimentica. Questa mattina la città ha reso omaggio a Salvatore Giordano e Giovanbattista Cutolo, con due cerimonie che hanno unito memoria, dolore e speranza in un futuro più giusto.

All’ingresso della Galleria Umberto I, lato via Toledo, è stata inaugurata una targa in ricordo di Salvatore Giordano, il 14enne morto nel 2014 a causa del crollo di un fregio. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Gaetano Manfredi, il prefetto Michele di Bari, familiari e rappresentanti istituzionali. «Abbiamo voluto inaugurare la targa al termine del restauro della Galleria – ha dichiarato Manfredi – affinché il sacrificio di Salvatore diventi patrimonio morale della città».

Ricordato anche il gesto eroico del ragazzo che, durante l’uscita con gli amici, cercò di proteggerli spingendoli lontano dal pericolo. «Chi passerà davanti a questa targa capirà il valore del suo gesto», ha detto commossa la sorella. Il padre ha aggiunto: «Oggi siamo qui per onorare il suo altruismo, affinché tutti conoscano la sua generosità».

Poco dopo, in Piazza Municipio, è stata restaurata e riscoperta la targa dedicata a Giovanbattista “Giò Giò” Cutolo, il musicista 24enne ucciso il 31 agosto 2023 da un minorenne. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al sindaco e al prefetto, la madre Daniela Di Maggio, la presidente del Conservatorio di San Pietro a Majella Carla Ciccarelli e numerosi cittadini.

«Senza legalità non andiamo da nessuna parte – ha detto Di Maggio – oggi celebriamo la parte bella della società, quella che costruisce, che ama, che crea bellezza». Manfredi ha sottolineato l’importanza di «riaffermare l’impegno delle istituzioni per la sicurezza e il ricordo», mentre Ciccarelli ha definito la targa «un gesto collettivo contro l’indifferenza».

Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto: «Questa targa è un simbolo di memoria, bellezza e legalità. Non è solo una riparazione, ma un impegno civile».

Le due cerimonie si inseriscono in un momento simbolicamente forte per Napoli: la città sceglie di reagire alla violenza e all’oblio con la forza della memoria, dell’arte e della responsabilità collettiva.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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