A Marano il problema non è più la costruzione dei nuovi loculi cimiteriali, perché questi sono già realizzati da tempo. Sono circa 4.000 i loculi pronti, ma ancora non consegnati agli utenti che da oltre dieci anni aspettano una sistemazione definitiva per i propri cari defunti. Un’attesa lunga e sofferta, aggravata da una serie di annunci “imminenti” da parte del sindaco Matteo Morra, mai concretizzati.
Il nodo della questione sta negli espropri dei terreni su cui sorge il nuovo edificio, una zona rientrante nella cosiddetta particella C14. Problemi emersi circa un mese e mezzo fa, dopo anni di ritardi e silenzi. I tecnici comunali avevano assicurato una rapida soluzione, ma da allora il silenzio del sindaco ha lasciato la cittadinanza nel dubbio e nell’incertezza più totale.
Dietro a questi intoppi burocratici e amministrativi c’è una vicenda più complessa e inquietante: gli espropri dei terreni doveva occuparsene l’impresa Mastromimico, che anni fa è stata sequestrata e i cui titolari sono stati arrestati per legami con il clan dei Casalesi. L’area C14, infatti, è stata più volte al centro di indagini della magistratura proprio per questi intrecci criminali.
A complicare ulteriormente il quadro, un tecnico molto noto a Marano — condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa — era al contempo tecnico della società Marlin, che detiene le quote dei terreni, e tecnico del Comune di Marano.
Oggi, dopo aver superato le problematiche relative ai collaudi tecnici e amministrativi, resta in via di risoluzione solo la questione degli espropri. Ma intanto il tempo passa e molte famiglie hanno già pagato le rate per i loculi senza ottenere risposte concrete o una data certa di consegna.
Sarebbe stato auspicabile, anni fa, che l’ente comunale avesse deciso di rescindere il contratto con l’impresa Mastromimico e bandire una nuova gara d’appalto. Questo avrebbe potuto evitare anni di ritardi e sofferenze per tante famiglie.
Questa è la storia, questa è la verità. Tutto il resto sono inutili passerelle politiche dei soliti noti.


























