La decisione del Riesame arriva in seguito al rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, che ha accolto i ricorsi presentati dagli avvocati Ilaria Criscuolo e Giuliano Dominici, legali del colonnello. Cagnazzo, detenuto dal 4 gennaio nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dopo un periodo di arresti ospedalieri per ragioni di salute, era accusato di concorso nell’omicidio del primo cittadino cilentano.
Nell’udienza svoltasi giovedì scorso, anche la Procura di Salerno – rappresentata in aula dal procuratore Giuseppe Borrelli – ha chiesto la revoca delle misure cautelari. Una mossa che ha anticipato la decisione del Riesame, ora atteso per le motivazioni complete del provvedimento. Secondo la ricostruzione della Procura, Vassallo sarebbe stato eliminato per impedirgli di denunciare coperture istituzionali legate al traffico di droga che avrebbe coinvolto la zona di Acciaroli. Un killer mai identificato gli sparò nove colpi di pistola, proprio alla vigilia dell’incontro con i carabinieri di Agropoli, nel corso del quale avrebbe dovuto formalizzare i suoi sospetti.
L’indagine ha conosciuto negli anni numerosi colpi di scena, compresi tre archiviazioni della posizione di Cagnazzo. Il caso è stato riaperto grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Eugenio D’Atri, ritenute però inutilizzabili dalla Cassazione in quanto acquisite prima della riapertura ufficiale delle indagini. Non solo. I giudici di legittimità hanno criticato la valutazione compiuta dal Riesame sull’attendibilità di un altro pentito, Romolo Ridosso, definendola “inadeguata”, soprattutto alla luce delle versioni contraddittorie da lui rese nel tempo.
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