Ieri, però, il clima sembrava cambiato, in modo quasi sorprendente. I governatori hanno scritto al governo una lettera, peraltro molto dialogante, per mettere nero su bianco le proprie richieste. Ne parlerà quasi sicuramente con Giorgia Meloni il presidente della conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia, che oggi con la premier ha un appuntamento per discutere della crisi sospesa della sua giunta, con i sette assessori della Lega e Forza Italia che, per il momento, gli hanno restituito le deleghe.
Il documento delle Regioni vuole essere in qualche modo fondante, chiede una «valutazione in merito all’organizzazione regionale, affinché sia all’altezza delle crescenti e complesse funzioni». In realtà, il nodo del terzo mandato dei governatori è l’ultimo dei punti affrontati nella lettera, con una formulazione cauta che è il frutto di una discussione anche accesa tra i presidenti avvenuta domenica sera al Festival delle Regioni di Venezia: per «garantire la democraticità, la legittimazione e l’autorevolezza delle Regioni, è doveroso un approfondimento sui limiti per gli organi di vertice: un’eventuale revisione, improntata a criteri di equilibrio e responsabilità, potrebbe favorire una maggiore continuità amministrativa e la valorizzazione delle esperienze di governo maturate, rispettando la volontà del corpo elettorale».




























