Dramma a Misterbianco, in provincia di Catania. Una madre di 40 anni ha ucciso la figlia di 7 mesi lanciandola dal balcone di casa, al secondo piano di una palazzina. Aveva problemi psicologici aggravati per una depressione post partum ed era seguita da un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale. Il marito è stato colto da malore e, per la disperazione, ha messo in atto gesti autolesionistici. L’uomo è stato bloccato e portato in ospedale a Catania in ambulanza. La coppia ha un altro figlio di 7 anni. La Procura ha aperto un’inchiesta.
Le testimonianze.
La trasmissione Pomeriggio Cinque ha raccolto la testimonianza di due parenti del padre della bambina che raccontano: «Aveva la depressione post partum. Era una mamma che stava male», dice Letizia, la cugina del padre della bimba. «Aveva la depressione post partum che è una malattia che non si può trascurare, altrimenti accadono poi dei gesti così estremi.Vorrei che passasse questo messaggio: queste persone si devono aiutare, non si possono lasciare così». La donna, in realtà – racconta la famiglia – non era sla poiché viveva con la suocera e la cognata, che la aiutavano nel corso di tutta la giornata.
«Non ho ancora parlato con mia zia ma, probabilmente, devono averla persa un attimo di vista – continua -. Lei ha vissuto bene tutta la gravidanza, è stato subito dopo il parto che è cominciata la malattia». Anche un’altra parente, sempre ai microfoni di Pomeriggio Cinque, parla della depressione post partum di cui soffre la madre della bimba: «Non accettava la bambina. Era una persona nervosa e usciva poco, ma non avremmo mai pensato che sarebbe successa una cosa del genere».


























