Se il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha invitato le commissioni ispettive nominate nei comuni di Marano, Giugliano e Pomigliano a concludere l’iter e le relazioni nell’arco di tre mesi (e ciò è già avvenuto o sta per avvenire nell’arco di pochi giorni) un motivo ci sarà? Se le commissioni hanno dovuto operare in un lasso di tempo così breve, per Giugliano ancor più breve dei canonici tre mesi (siamo a poco più di due mesi quella città e per Marano si arriverà a poco meno di tre), senza ottenere proroghe, di cui invece si era fatto abbondante utilizzo in casi precedenti e analoghi, significa che le indicazioni preliminari, i dossier preliminari – spesso inviati da organi di polizia al prefetto di Napoli – sono già alquanto esaustivi se non del tutto esaustivi.
La scelta di concedere solo tre mesi, nel caso in cui non vi fossero solide certezze alle spalle del prefetto, potrebbe infatti tramutarsi in un rischio, in un’arma a doppio taglio per la stessa prefettura. Se il Viminale non scioglierà gli enti in cui hanno lavorato o operano attualmente gli ispettori inviati dal prefetto, si potrà infatti evidenziare che agli stessi non è stato concesso tutto il tempo a disposizione per sviscerare gli atti amministrativi del caso. Un vecchio proverbio napoletano recita che “la gatta, per fare in fretta, partorì gattini cechi”.
Delle due l’una, insomma: o il materiale è probante, e lo era già nella fase preliminare, ancor prima dell’invio delle commissioni nei comuni, e quindi si procede per lo scioglimento, o si è messa eccessiva fretta agli ispettori che hanno, volenti o nolenti, dovuto tralasciare diversi aspetti delle azioni amministrative.
In ulteriori tre mesi, quelli di solito concessi per le proroghe agli ispettori, si sarebbe potuto trovare un mondo di cose, soprattutto in un ambito atipico (la legge parla di scioglimento come misura preventiva) come quello degli scioglimenti dei comuni, dove non è necessario cristallizzare aspetti di carattere penale ma basta elencare una serie anomalie, possibili ingerenze o tentate ingerenze, dirette o indirette, di determinati ambienti, nella sfera amministrativa di un municipio.
Morale della favola? Di Bari ha le idee chiarissime, altrimenti non avrebbe concesso tre mesi, o addirittura molto meno per Giugliano, per le indagini del caso.

























