Il Consiglio di Stato, così come aveva già stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale, ha bocciato l’appello cautelare proposta dalla Moio Funeral Home S.r.l. avverso l’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli il 14 gennaio 2025. Nei confronti della citata ditta hanno preso parte al giudizio del ricorso proposto da Moio sia la Prefettura di Napoli che il comune di Quarto (dove opera l’impresa funebre), discorso diverso per i Comuni di Qualiano, Marano e Giugliano che non si sono costituiti, pur avendo sui rispettivi territori sedi operative. Grave che non l’abbiano fatto proprio Marano e Giugliano, comuni a rischio scioglimento per mafia. I due comuni non si erano costituiti nemmeno in sede di Tar.
Ecco quanto afferma il Consiglio di Stato nell’ordinanza 00974/2025:
Premesso che l’appello cautelare, prima facie, non appare assistito dal prescritto fumus boni iuris, risultando, alla luce della sommaria delibazione tipica di questa fase, non inconsistenti né irragionevoli gli elementi di probabile inquinamento mafioso posti a base del provvedimento prefettizio;
Considerato, nel bilanciamento degli interessi coinvolti, di dovere accordare prevalenza all’interesse pubblico e generale alla prevenzione da fenomeni che possono gravemente intaccare le regole, di rango costituzionale, di libera iniziativa economica nel quadro della legalità e trasparenza del mercato;
Il Collegio ritiene di dover respingere l’appello cautelare.
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