GIUGLIANO, LA STRATEGIA DI PIROZZI E’ FALLITA E ORA IL FUTURO E’ INCERTO NELLA TERZA CITTA’ DELLA CAMPANIA

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A Giugliano, l’altro ieri, è accaduto davvero di tutto. Prima 19 consiglieri comunali rassegnano contestualmente le dimissioni, per tornare al voto in primavera, con la complicità del sindaco Pirozzi e del Partito Democratico provinciale e nazionale, poi accade che il Prefetto di Napoli, a giusta ragione, invii una commissione d’accesso per accertare eventuali sussistenza di infiltrazioni mafiose nell’apparato burocratico e amministrativo.

Due eventi connessi da un filo molto sottile. Innanzitutto Pirozzi, convinto della sua strategia, aveva indetto una conferenza stampa insieme ad un gruppo folto di consiglieri per annunciare che cosa? Mi dimetto (per non far sì che arrivi la commissione d’accesso, ndr) e poi mi ripresento in primavera, certo della mia rielezione.

Tutto sbagliato. Caro Pirozzi, la democrazia non si può guidare come se fosse una Fiat Panda. La democrazia non la si può veicolare per rimanere in sella. Ma soprattutto non si può pensare di alterare il libero esercizio ispettivo da parte della Prefettura, con semplici dimissioni. Non siamo di certo in un videogioco in cui se la missione va male, hai la possibilità di cliccare sul pulsante “ritenta”. Siamo nella realtà, siamo in uno Stato di diritto. Se a Giugliano si è giunti al punto di nominare una commissione d’accesso, caro Pirozzi, la colpa è anche di chi si è fatto ingolosire dal consenso e hai imbarcato in maggioranza anche tanti soggetti non proprio al top, ecco. Per un esponente del clan Mallardo sarai anche un “carabiniere” (e sappiamo che non sei certo un politico accattone né tanto meno un delinquente), ma in politica non servono i “carabinieri”, servono persone capaci di guidare un apparato amministrativo difficile e complesso e di effettuare scelte forti, talvolta anche difficili da far comprendere, ma che vanno fatte.

Il Prefetto Di Bari, tra l’altro, ha inviato una commissione d’accesso che era già pronta sul tavolo. Aveva persino ottenuto la delega dal Ministro dell’Interno, quindi i giochi erano praticamente fatti. Forse qualcuno ha pensato di poter dissuadere la Prefettura con giochi politici? Il Pd, partito ultraventennale, veramente ha creduto di poter evitare la commissione d’accesso suggerendo o avallando questa giocata? Noi siamo un po’ maliziosi ma nella nostra mente si è accesa una lampadina: e se il Pd avesse innescato questo meccanismo per evitare la ricandidatura di Pirozzi? Una strategia per determinare discontinuità, senza voler infliggere un duro colpo politico all’ex sindaco? Dietrologie, probabile. Ma ora è tutto tornato in alto mare e la stessa candidatura di Pirozzi potrebbe essere a rischio. Chi candiderà un sindaco che ha guidato un ente che si avvia verso lo scioglimento?

B.G.
© Copyright 2025 redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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