Liste di attesa in Campania: scontro politico e nuove iniziative per ridurre i tempi

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La sanità in Campania è al centro di un acceso dibattito politico, inasprito ulteriormente dalla vicinanza delle elezioni regionali previste entro la fine dell’anno. Al centro della discussione ci sono le lunghe liste di attesa per le prestazioni sanitarie, un problema che continua a suscitare polemiche tra il governo regionale e le forze politiche di opposizione. Il centrodestra, infatti, accusa il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e la sua giunta di essere i principali responsabili del fallimento del sistema sanitario, con i cittadini campani costretti a lunghissime attese per accedere a cure e visite specialistiche.

Le critiche del centrodestra non sono nuove, ma si sono intensificate negli ultimi mesi, soprattutto dopo la diffusione di dati che evidenziavano l’aumento dei tempi di attesa. In risposta, De Luca ha reagito con durezza, difendendo la sua gestione. In un recente intervento, il governatore ha dichiarato: «La Campania è la prima regione in Italia per le liste di attesa e questo lo spiegheremo tra marzo e aprile in una iniziativa pubblica, specie dopo aver letto bestialità, dati inventati e statistiche campate in aria che riguardavano le liste di attesa». Un’affermazione che ha generato nuove polemiche, ma anche messo in evidenza la volontà della Regione di contrastare il fenomeno, nonostante le difficoltà.

Tuttavia, al di là delle polemiche politiche, le istituzioni regionali stanno cercando di prendere provvedimenti concreti. A seguito della legge nazionale approvata recentemente per ridurre le liste di attesa, la Regione Campania ha avviato una serie di iniziative per monitorare e migliorare i tempi di risposta. In particolare, il 10 e il 14 febbraio scorso, il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria della Regione Campania ha incontrato la dirigenza dell’Asl Napoli 2 nord, uno degli enti coinvolti nel piano di miglioramento.

Nel corso di questi incontri, sono emerse le priorità per affrontare le problematiche legate alle liste di attesa. Il direttore della Unità operativa Cup e liste di attesa dell’Asl Napoli 2, Claudio Cimmino, ha sottolineato l’urgenza di rispettare i tempi previsti dalle classi di priorità per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. Il monitoraggio ministeriale, infatti, si basa sul rispetto di queste tempistiche, ed è fondamentale che le Asl correggano eventuali errori nel trattamento delle priorità, affinché i pazienti non debbano affrontare ulteriori ritardi.

La legge nazionale prevede anche che, se i tempi di attesa non possono essere rispettati dal servizio pubblico, le prestazioni vengano garantite attraverso l’intramoenia o ricorrendo a strutture private accreditate, con il pagamento del solo ticket, ove previsto. Questo meccanismo dovrebbe garantire ai cittadini l’accesso alle cure senza farli gravare ulteriormente sul piano economico. Tuttavia, l’applicazione della norma non è stata priva di difficoltà, e le prime settimane di attuazione hanno evidenziato alcuni problemi operativi in diverse regioni.

Ecco perchè, per ciò che concerne l’Asl Napoli 2, il 25 Febbraio prossimo si incontreranno i referenti delle strutture accreditate.

Secondo un’indagine condotta da Salutequità nella seconda metà di gennaio 2025, molti percorsi di tutela previsti dalla legge non sono ancora pienamente attivi o si presentano come processi burocratici complessi. Tonino Aceti, presidente dell’associazione, ha affermato che «i meccanismi che le Asl dovrebbero attivare per garantire l’accesso alle prestazioni nei tempi previsti rimangono spesso solo sulla carta». A volte, i cittadini sono costretti a dimostrare autonomamente che i tempi di attesa non sono stati rispettati, un onere burocratico che aggrava ulteriormente la situazione.

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