Europee, vittoria larga di conservatori e destra, il premier belga in lacrime: “Domani mi dimetto”

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Roma, 9 giu. (askanews) - Dopo il pessimo risulto del partito liberale alle europee (appena il 5,9%) il premier belga Alexander de Croo ha annunciato le proprie dimissioni dall'incarico. De Croo - che guidava una coalizione di sette partiti - rimarrà alla guida ad interim fino alla designazione di un nuovo Primo ministro.
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«Domani mi dimetterò da primo ministro». Lo ha annunciato il primo ministro belga, Alexander De Croo, ammettendo la sconfitta del suo partito Liberali e Democratici Fiamminghi (Open Vld) alle elezioni europee. Con quasi il 90% dei voti conteggiati, Open Vld è attualmente al 5,9% nelle elezioni federali (8,1% in quelle regionali), in calo rispettivamente del 2,7% e del 5% rispetto alle elezioni precedenti. «Ma i liberali sono forti, torneremo», ha aggiunto emozionato fino alle lacrime. Il premier belga si è congratulato con «i vincitori di queste elezioni , N-va, Vlaams Belang e Vooruit».

È prassi in Belgio che dopo le elezioni il primo ministro presenti le dimissioni in modo che il re possa avviare i colloqui per formare un nuovo governo. De Croo dovrebbe quindi ricoprire il ruolo di primo ministro ad interim. Il più grande partito di estrema destra del Belgio è cresciuto, ma meno del previsto, nelle elezioni nazionali e regionali che si sono tenute nell’election day odierno. Il conteggio parziale delle schede suggerisce che il partito di estrema destra Vlaams Belang abbia raccolto circa il 22% dei voti nella regione fiamminga di lingua olandese, ma è stato comunque battuto dal partito conservatore N-va, con il 25%. I sondaggi pre-elettorali sulle intenzioni degli elettori avevano messo per mesi il Vlaams Belang sulla buona strada per diventare il più grande partito delle Fiandre, il che gli avrebbe permesso di ottenere la quota maggiore nel parlamento federale da 150 seggi. I risultati preliminari, tuttavia, mostrano che il N-va resta alla guida della coalizione di governo per le Fiandre. Il Paese linguisticamente diviso ha impiegato 493 giorni per mettere insieme una coalizione di governo composta da sette partiti dopo l’ultimo scrutinio del 2019.

 

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