Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, da martedì agli arresti domiciliari per corruzione, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia di fronte alla giudice per le indagini preliminari di Genova Paola Faggioni, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. La scelta, ampiamente anticipata, è stata formalizzata nell’appuntamento a Palazzo di giustizia, durato circa mezz’ora. “Chiederemo la prossima settimana di farci interrogare. Al momento stiamo leggendo tutte le carte”, ha detto il suo avvocato, Stefano Savi. “Dopo”, ha anticipato, “chiederemo la revoca dei domiciliari“. Alla domanda se il suo assistito abbia intenzione di dimettersi, il legale risponde: “Ci starà pensando, ma come potrete immaginare questa è una decisione politica che una persona inserita in un contesto politico non può certo prendere da sola, senza avere un confronto”. Il governatore, ha chiarito, “è molto impegnato nella lettura di questo fascicolo perché è sua intenzione offrire una ricostruzione difensiva ai pubblici ministeri che dia spiegazione dei fatti che gli sono contestati”.