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Il Sindaco Matteo Morra dica alla città come intende muoversi sulla questione ” ufficio giudice di pace”, dopo la determina n 66 dell’area urbanistica, con la quale l’ente comunale si é impegnato a corrispondere ai privati proprietari dei due terzi dell’immobile la somma di 284 mila e 500 euro, in tre rate di 94 mila e 500 euro, come indennità di occupazione della struttura sorta nel lontano 2007/2008 su un terreno privato senza che l’ente avesse formalizzato gli atti di esproprio , periodo in cui l’attuale Sindaco se la mente mi supporta fu prima consigliere comunale e poi in un secondo momento assessore all’ urbanistica. Per la costruzione del “centro dell’impiego” su quel terreno il Comune ebbe un finanziamento di 1 milione d’euro. Troppe negligenze e nessun ricorso da parte dell’ ente comunale per far fronte a un difetto iniziale formale palese dell’opera nel lontano 2008, così alla fine della lunga querelle, l’ente Comune si accorda con i privati che nel frattempo sono divenuti proprietari dei due terzi dell’immobile. Tanti svarioni tante assenze da parte dell’ente su di una questione di vitale importanza per l’ente comunale, vista il dissesto finanziario in cui versa. Di chi fu la colpa di tanta negligenza ? E di chi la colpa di non aver impugnato la sentenza del 2018 divenuta oramai definitiva e per la quale il Comune deve corrispondere la somma di 142 euro quale indennità occupazionale per gli anni 2018/ 2021. Mentre per il restante periodo il giudizio è ancora pendente e l’ente preferisce accordarsi con i privati preventivamente, versando 284,500 euro in tre rate. Uno sperpero di denaro pubblico a spese dei contribuenti che sono chiamati a pagare servizi con canoni i piu alti d’Europa e spesso subendo disservizi. Uno sperpero di denaro che il Sindaco deve urgentemente fronteggiare, in primis inviando tutti gli atti della vicenda alla ” Corte dei Conti” per sperpero di denaro pubblico e poi trovare a medio termine una soluzione alternativa all’ubicazione della sede giudice di pace, in una struttura confiscata alla Camorra oppure in uno stabile di proprietà dell’ente onde evitare il dissanguamento delle risorse pubbliche già risicate a favore di privati che si giovano della negligenza e mutismo di chi operò inizialmente e chi doveva opporre ricorso per una assurda vicenda. Questa la interrogazione che verrà formalizzata nei prossimi consigli comunali dopo aver chiesto all’ufficio competente “urbanistica” tutta la documentazione a partire dall’inizio di tutta la vicenda. Non di secondaria importanza vi è la tardiva esposizione all’albo pretorio degli atti prodotti dall’ente come previsto dalla vigente normativa sulla trasparenza amministrativa. Infatti, gli atti deliberativi (o le determinazioni) vanno pubblicati all’albo pretorio con l’obiettivo di rendere legalmente conoscibile il contenuto di atti e provvedimenti, e dall’altra parte, di darne esecutività/efficacia. Visto l’attuale ritardo nella pubblicazione all’ albo pretorio degli atti, la maggior parte degli affidamenti effettuati dagli uffici fino ad oggi sono da ritenersi a norma, oppure no? Questa l’interrogazione che farò nel prossimo Consiglio Comunale al Sindaco e al Segretario generale.
Michele Izzo consigliere comunale di Fare Democratico.


























