“Una grande e definitiva pace fiscale” per liberare “milioni di italiani ostaggio da troppi anni dell’Agenzia delle entrate”: è l’indicazione del vicepremier, Matteo Salvini, “oltre la riforma della giustizia”.
“Gli evasori totali per me possono andare in galera e buttare la chiave, ma se qualcuno ha un problema fino a 30 mila euro che si trascina da anni, chiudiamola.
Un solco profondo. Invalicabile. Che divide destra e sinistra su un tema solo all’apparenza pratico, essenziale. Che, al contrario, sottintese filosofie politiche distanti anni luce tra loro e una visione del mondo, dello Stato e del rapporto con i cittadini semplicemente antitetiche. “Una grande e definitiva pace fiscale per liberare milioni di italiani ostaggio da troppi anni dell’Agenzia delle entrate”. Matteo Salvini, in visita istituzionale a Bari, torna su uno dei suoi cavali di battaglia. Sul quel rapporto suddito – regnante che tanto piace alla sinistra Italia. E che il governo dei moderati vuol ribaltare a trecentosessanta gradi”.
“Diciamo no alla flat tax, dietro cui si nasconde la vera idea della destra: abbassiamo le tasse ai ricchi e semmai ci saranno meno risorse per i servizi graveranno sui poveri. Questo non lo possiamo tollerare. Abbiamo un problema di evasione fiscale e il governo Meloni in questi primi nove mesi che fa? Va in direzione diametralmente opposta: hanno alzato il tetto del contante e inserito una decina di condoni. Stanno strizzando l’occhio agli evasori a scapito e danno di cittadini e imprenditori onesti”. Una sfida, quella sul taglio delle aliquote, sulla quale il governo di centrodestra ha le idee chiare. Una rivoluzione copernicana c’è trasformi il suddito in cittadino.























