MARANO, E’ GIA’ TOTO-GIUNTA: CARMINE CARANDENTE (IL MELONIANO) IN POLE PER UN ASSESSORATO? PARAGLIOLA INTANTO NON DEMORDE SULLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

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Morra è stato proclamato ufficialmente sindaco e ora tutte le attenzioni sono rivolte alla giunta. I rumors impazzano. Quello più succulento riguarda Carmine Carandente, esponente di Fratelli d’Italia, fedelissimo di Teresa Giaccio (entrambi nella foto), big locale del partito della Meloni che al ballottaggio si è schierata apertamente per il candidato del Pd Matteo Morra.

La voce che circola è che l’appoggio dato da Giaccio e Carandente a Morra durante il ballottaggio si tradurrà, o dovrebbe tradurre, in un assessorato proprio per Carmine Carandente. Sarà vero? Pochi giorni ancora e lo scopriremo, certo è che – secondo i bene informati – un accordo tra Morra e i due “monteloniani-pendinari” (Monteleone e Pendine Casalanno) in qualcosa si deve pur tradurre. Un assessorato subito, come ipotizza qualcosa, o sicuramente qualcosa più avanti. Il futuro dei due neo “amanti” della sinistra maranese, da loro sempre aspramente criticata, sembra essere sempre più lontano dal partito della Meloni. Che intanto non ha ancora deciso se espellerli dal partito.

Ad oggi, stando alle indiscrezioni, i papabili per la giunta Morra sono i seguenti: Carmen Bocchetti, in quota Centro democratico; Carmine Carandente, in quota Giaccio; uno tra Luisa Crispino, Pasquale Coppola o Lorenzo Di Marino, tutti in quota gruppo che ha sostenuto Luigi Baiano (anch’egli presente alla proclamazione del neo sindaco); Davide di Luccio, ex assessore di Visconti, oggi consigliere in quota Pd. Due caselle, urbanistica e bilancio, saranno di esclusiva nomina del sindaco. Un’altra casella dovrebbe essere assegnata alla lista Demos della famiglia Carandente e del consigliere regionale Porcelli. Si fa il nome, per un assessorato, anche di Vincenzo Lepre, eletto consigliere in Marano Rinasce.

Ma la partita ancor più importante e delicata si gioca per la presidenza del Consiglio comunale, che Morra e il suo entourage vorrebbero affidare al penalista Gaetano Mosella, primo tra gli eletti nelle fila dei democratici. La presidenza è tuttavia ambita dalla lista Demos – che alla fine potrebbe e dovrebbe accontentarsi di un assessorato – e da Mimmo Paragliola, l’highlander della politica locale, già presidente dell’assise durante la gestione Visconti. Paragliola sarebbe sostenuto da qualche consigliere di minoranza. Per Morra, dunque, i primi grattacapi e i primi nodi da sciogliere.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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