Ha parlato per ore, sono state un fiume in piena le dichiarazioni fatte da Francesco Giorgi immediatamente dopo l’arresto di venerdì scorso quando è finito in carcere con la sua compagna, la vice presidente del Parlamento europeo Eva Kaili, e altre 6 persone, tra le quali l’ex deputato europeo Antonio Panzeri, accusato di essere il manovratore di un sistema di tangenti che servivano ad influenzare la politica dell’istituzione a favore del Marocco e del Qatar, quest’ultimo al centro del dibattito internazionale per le accuse di violazione dei diritti umani e dei lavoratori specie durante la realizzazione delle opere del Mondiale di calcio. In tutto, la polizia belga riferisce che il totale delle banconote sequestrate a Kaili e Panzeri ammonta a oltre un milione e mezzo di euro.
Le dichiarazioni di Giorgi contribuiscono ad aprire uno squarcio che permetterebbe agli investigatori belgi di estenderle o, almeno in un primo momento, trovare conferme decisive a quanto hanno raccolto in mesi e mesi di indagini segretissime partite nella scorsa estate e culminate nel blitz di venerdì. Giorgi è stato assistente parlamentare di Panzeri ed ora lo è dell’europarlamentare Pd Andrea Cozzolino (non coinvolto nell’inchiesta) che ieri si è visto sigillare l’ufficio dei suoi collaboratori dalla polizia belga.
L’arresto «in flagranza» ha permesso agli investigatori di perquisire l’abitazione della vicepresidente senza dover rispettare la sua immunità parlamentare. Dentro, regali costosi dal Qatar e altri contanti: 150 mila euro in banconote.






















