Giornata mondiale del suolo: in Italia spariscono due metri quadri al secondo. In provincia di Napoli è un disastro

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Ad oggi 21.500 chilometri quadrati di suolo sono cementificati e solo gli edifici occupano 5.400 chilometri quadrati, pari alla Liguria. Il suolo perso dal 2012 avrebbe garantito l’infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che invece, restando sulle superfici impermeabilizzate da asfalto e cemento, aggrava quel dissesto idrogeologico che ha causato 438 morti dal 2000 al 2019.

“L’Italia è un paese fragile: oltre il 16% del territorio è in aree ad elevato rischio idrogeologico e sono 6 milioni le persone interessate, che cioè vivono in aree di potenziale rischio. Per non ripetere altri drammi come quello di Ischia, l’ultima cosa che dobbiamo fare è continuare a costruire. I dati ufficiali ci dicono però che nel 2021 abbiamo raggiunto il picco di cementificazione del territorio degli ultimi 10 anni”, sostiene Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Italia.

 – In Italia si discute senza successo di una legge sul consumo del suolo dal 2012. Il Wwf Italia ha avanzato la richiesta a Parlamento e Governo di approvare una legge che impedisca le nuove costruzioni in aree rimaste libere, stimolando il recupero di quelle già occupate e degradate. Un dato testimonia il fatto: nelle sole aree urbane, queste rappresentano oltre 310 km quadrati di edifici non più utilizzati, una superficie pari all’estensione di Milano e Napoli.

Drammatica la situazione in provincia di Napoli, dove la ripresa della cementificazione (a livelli spaventosi) è sotto gli occhi di tutti nei comuni di Quarto, Mugnano, Giugliano, in molte zone del Vesuviano e dell’area nord.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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