L’ultima minaccia di Mosca: “Le forniture di gas riprenderanno soltanto con la revoca delle sanzioni”

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Ore 17:42 – Conte: «Non togliamo sanzioni ma lavoriamo a negoziato»

«La pace e il negoziato vanno costruiti, ma non se ne parla più. Si parla solo di guerra, in un conflitto che durerà anni. Sulle sanzioni la mia posizione è che non vadano tolte. Da subito ho detto che bisognava dare un segnale forte di reazione, concordato, congiunto. Anche io pensavo che avrebbero avuto un impatto molto negativo sulla Russia, ma ci si può sbagliare. Pensavamo a un calo del Pil sul 10%, ora forse è al 4%. Stanno facendo male anche a noi. Ma il problema ora è come uscire da questa guerra». Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, durante la registrazione della puntata di Porta a porta, in onda questa sera su Rai1. «La pace si costruisce lavorando 24 ore su 24 in questa direzione. L’Italia poteva e può avere un ruolo. Se uno ha un obiettivo del genere, funzionalizza tutto a quell’obiettivo».

Ore 17:01 – Mosca: «Le forniture di gas riprenderanno soltanto se ci sarà la revoca alle sanzioni»

«I motivi che hanno indotto la sospensione del gasdotto Nord Stream non sono scomparse e sono riconducibili alle sanzioni contro la Russia», ha dichiarato ai giornalisti Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, sostenendo che c’è solo una turbina al lavoro e non funziona bene.

«Una sola unità è rimasta in funzione, e non funziona correttamente, si verificano guasti. Questo porta all’interruzione del pompaggio attraverso il Nord Stream. Con le sanzioni in vigore non si può fare altrimenti.

Ore 16:54 – Zelensky a Johnson: «Grazie per il tuo sostegno contro Mosca»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato al telefono il premier uscente britannico Boris Johnson: il leader di Kiev lo ha ringraziato «a nome di tutto il popolo ucraino per il suo coraggio personale, i principi e il grande contributo per contrastare l’aggressione russa».

Poi ha aggiunto: «Non vedo l’ora di collaborare con un grande amico in un nuovo status».

Liz Truss è stata eletta oggi nuovo leader dei Tory e da domani coprirà il ruolo di premier britannico. Ha già fatto sapere che la sua prima telefonata a un leader straniero sarà quella con Zelensky.

Ore 16:33 – Borrell: «Kiev ratifichi trattato per la corte penale dell’Aja»

«L’Ucraina deve ancora ratificare lo statuto di Roma per la corte penale internazionale. Le riforme e la ricostruzione prenderanno tempo, ma l’Ue vi sosterrà fino in fondo nel vostro viaggio». Lo ha detto l’alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell dopo il consiglio di associazione Ue-Ucraina.

Ore 15:57 – Kiev ai cittadini delle aree occupate: «Allestite bunker e fate scorte di acqua»

«Gli abitanti dei territori temporaneamente occupati dai russi, tra i quali la Crimea, devono seguire le raccomandazioni dei funzionari durante la liberazione delle aree». Lo ha affermato sul proprio profilo Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. «In particolare, li invitiamo) ad allestire bunker, fare scorte di acqua sufficiente e caricare i powerbank», ha aggiunto.

Ore 15:44 – Oltre 5mila tonnellate di mais ucraino giunte al porto di Catania

Alle prime ore del mattino ha fatto ingresso al Porto di Catania la Sds Green, nave battente bandiera italiana con a bordo oltre 5 mila tonnellate di mais di origine ucraina.

Il cargo arriva nel pieno di una crisi che ha investito le sfere socio-economiche internazionali e nazionali, nell’ultimo biennio, dall’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da Covid 19, più l’emergenza alimentare scaturita dal conflitto Russia-Ucraina, concorrendo a realizzare azioni positive, all’interno del sistema Paese». All’esito dei controlli e delle analisi chimiche effettuate sottobordo con l’ausilio del set di strumentazioni del Laboratorio Chimico Mobile il prodotto è stato dichiarato conforme e svincolato per la commercializzazione.

Ore 15:36 – Il giornalista Safronov condannato a 22 anni di carcere «per alto tradimento»

Un tribunale russo ha condannato il giornalista Ivan Safronov a 22 anni di reclusione: lo riporta Novaya Gazeta Europa. Safronov è stato accusato di «alto tradimento» in un processo a porte chiuse, ma molti osservatori ritengono le accuse palesemente ingiuste e che l’arresto sia legato alla passata attività giornalistica del giovane. Il Cremlino sta rafforzando la censura reprimendo i media indipendenti e soffocando sempre più la libertà di stampa e ogni forma di dissenso.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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