A quanto appreso da autorevoli fonti, domenica Beppe Grillo avrebbe espresso tutto il proprio disappunto con diversi esponenti M5s. Per i toni usati e per i titoli che parlavano di una possibile «espulsione» di Luigi Di Maio. Una guerra interna che non piace al garante del Movimento: «così ci biodegradiamo in tempi record», si sarebbe sfogato il fondatore. Il termine espulsione usato contro l’ex capo politico e attuale ministro degli Esteri lo avrebbe mandato su tutte le furie: per Grillo, spiegano le stesse fonti, le «punture» di Di Maio andavano ignorate, non cavalcate in tempi comunque complessi come non mai per il Movimento. Grillo, giovedì atteso a Roma, già nei giorni scorsi aveva fatto trapelare nervosismo per la questione «morosi», ovvero per la mancata restituzione di parte delle entrate dei parlamentari, altra regola aurea – assieme a quella del limite del due mandati – che per il garante del M5S non si può ignorare. Ora la guerra sui giornali, senza esclusione di colpi, e con alcune dichiarazioni – vedi l’intervista di Riccardo Ricciardi su Di Maio bollato come «corpo estraneo» – che Grillo fatica a mandar giù.
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