‘Ndrangheta a Roma. Maxi blitz, volevano prendersi le attività produttive: 43 arresti, c’è anche un sindaco

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Sgominata a Roma una cosca di ‘ndrangheta che operava nella capitale dal 2015 dopo avere ottenuto l’investitura ufficiale dalla casa madre in Calabria. Una vasta operazione di Dda e Dia ha portato all’arresto di 43 persone (38 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), alcune delle quali gravemente indiziate di far parte dell’associazione per delinquere di stampo mafioso che puntava ad acquisire la gestione e il controllo di attività economiche nei più svariati settori da quello ittico, alla panificazione, dalla pasticceria al ritiro delle pelli e degli olii esausti, facendo poi sistematicamente ricorso ad intestazioni fittizie al fine di schermare la reale titolarità delle attività.

Il gruppo operava su tutto il territorio di Roma con una gestione degli investimenti nel settore della ristorazione (locali, bar, ristoranti e supermercati) e nell’attività di riciclaggio di ingenti somme di denaro. Nei confronti degli indagati si contesta, tra gli altri, l’associazione mafiosa, cessione e detenzione di droga, estorsione e fittizia intestazione di beni.

La cosca Alvaro-Penna
Gli altri reati contestati dai pubblici ministeri sono l’associazione mafiosa, il favoreggiamento commesso al fine di agevolare l’attività del sodalizio mafioso e la detenzione e vendita di armi comuni da sparo ed armi da guerra aggravate.

Le indagini sviluppate dal centro operativo Dia di Roma hanno fornito gravi indizi sull’esistenza dell’associazione di ‘ndrangheta denominata cosca Alvaro-Penna, i cui sodali, secondo l’accusa, risultano detentori di un radicato controllo del territorio e delle attività economiche, nonché infiltrate nella gestione di alcune amministrazioni locali. Il possesso di armi, anche da guerra, da parte dei componenti dell’associazione criminosa determina la pericolosità dell’associazione stessa.

Arrestato sindaco della Calabria

Il sindaco di Cosoleto, Comune del Reggino, Antonino Gioffré è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta «Propaggine». Il suo nome compare nell’elenco dei 34 soggetti raggiunti da un’ordinanza di custodia emessa dal gip su richiesta della Dda reggina contro la cosca Alvaro-Penna di Sinopoli. L’indagine è collegata a quella della Dda di Roma. Nel filone calabrese, 29 persone sono finite in carcere e 5 ai domiciliari. Gioffré è accusato di scambio elettorale politico-mafioso. In sostanza avrebbe favorito l’assunzione di un altro soggetto indagato.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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