Da venerdì gli abitanti di via Parrocchia, al civico 42 e di qualche altro civico, sono con i rubinetti a secco. Gli operai e i tecnici del Comune avrebbero dovuto eseguire uno scavo nella giornata di oggi. Ma l’intervento è stato rinviato di tre-quattro giorni. Il Comune è impegnato anche su altri fronti e, solito ritornello, non ha un escavatore per agire in proprio. Non ha soldi, non ha un escavatore, non ha personale. L’ente ha fornito una cisterna oggi e forse domani ne fornirà un’altra. L’intervento è slittato ai prossimi giorni. Prima bisognerà fare una verifica all’impianto C2 e successivamente sarà eseguito, se le condizioni lo richiederanno, anche il famigerato scavo.
Per i commissari, però, va tutto bene: continuano a negare il confronto con i media (perché sanno che i media sanno più di loro e possono metterli in difficoltà) e non hanno ancora risolto le tante altre problematiche che attanagliano il territorio. Nemmeno, ad oggi, sono state affrontati i casi spinosi (Pip, Galeota, eclatanti abusi edilizi) contenuti nel decreto di scioglimento (per mafia) del Comune. Otto mesi di (quasi) nulla.
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